RAMAYANA

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Ramayana non è solamente la storia di Sri Rama: Rama più Ayana è uguale a Ramayana. Ayana vuol dire "il cammino". L'intimo significato del Ramayana è che si dovrebbe seguire il cammino mostrato da Sri Rama.

 

IL RAMAYANA

riadattato da

VENU GOPALA DASA

 

1

 

 

 

 Il Ramayana è un antico poema epico molto amato, che parla di una incarnazione del Signore Supremo Krishna disceso sulla terra, circa un milione di anni fa, come Ramachandra, il re ideale.

 

 La storia è ricca di intrighi, di eroismo, di romanticismo e avventura, e con orribili mostri e strane creature. 

Ancora più strano per la mentalita' moderna è che questa storia e' del tutto vera.

Qui vediamo il Signore Ramachandra, o Rama, con la carnagione verdastra, accompagnato da suo fratello Lakshmana ed il grande eroe scimmia, Hanuman.

 la meravigliosa storia racconta di Sri Rama, delle Sue qualità e dei piani per essere incoronato re, un piano che fu sventato e, con il Suo conseguente esilio nella foresta per un certo numero di anni in cui sconfisse e uccise molti demoni pericolosi.

  Verso la fine dell'esilio Sua moglie Sita fu rapita dal demone più pericoloso, Ravana, dalla dieci teste.

 Sri Rama, esiliato dal suo legittimo esercito, trovo' aiuto in una compagine di scimmie intelligenti, dalle quali fu coadiuvato in una grande battaglia che avvenne successivamente…

Di seguito vengono riportate alcune scene con 30 illustrazioni che rappresentano questa grande storia.

 

2

 

 Quando Sri Rama e Lakshmana erano ancora dei giovani ed erano appena entrati nella virilità, il saggio Vishvamitra chiese il loro aiuto per sconfiggere alcuni potenti Rakshasa, demoni che disturbavano i sacrifici svolti dai saggi per il bene del mondo.

I sacrifici ebbero inizio, e scesa la notte, i demoni attaccarono, inquinando il luogo del sacrificio con sostanze  sporche di sangue e parti del corpo.

Rama e Lakshmana, dopo essere stati ben istruiti nell'uso delle armi, poterono colpirono i demoni e li scaraventarono a centinaia di chilometri di distanza verso l'oceano.

 

3

 

Il padre dei ragazzi, il re Dasaratha, aveva espresso il desiderio di trovare loro delle mogli adatte.

 Pertanto, Vishvamrita li porto' nel regno di Mithila.

Consultato il re di Mithila: Janaka, questi decise di tenere una cerimonia dove scegliere un marito per sua figlia Sita.

 Il requisito indispensabile che doveva possedere l'uomo che avrebbe sposato sua figlia era quello di essere in grado di inarcare e incordare un grande arco che era stato di proprietà del Signore Shiva.

Questo arco era così misticamente pesante che c'erano voluti 300 uomini per appoggiarlo sullo scranno in cui esso era deposto, e fino ad allora nessuno era stato ancora in grado di sollevarlo.

 Nessuno, ad eccezione di Sita stessa, che una volta era stata vista casualmente sollevarlo per togliere la  polvere formatisi sotto.

Re Janaka ritenne che Sita doveva essere una personalità molto particolare e avrebbe dovuto avere un marito altrettanto speciale.


 Rama facilmente recupero' l'arco e non solo lo tese, ma lo piego' fino a che lo ruppe con un forte crack, la forza che manifesto' impressiono' molto la folla che formava l'assemblea, tanto che tutti indietreggiarono stupiti.

Sita pose una ghirlanda di fiori freschi al collo di Rama per indicare che lo accettava come marito.

 

 

4

Altre mogli furono scelte sia per Lakshmana che per gli altri due figli del re Dasaratha.

Il matrimonio fu pianificato per le quattro coppie.

 Rama è la suprema Personalità di Dio e Sita è la dea della fortuna.

 Essi hanno un rapporto eterno, percio' era impossibile che uno di loro avrebbe potuto sposare chiunque altro.

Nel quadro vedete il sacrificio del fuoco: si tratta di una tradizione vedica praticata per le nozze.

Furono inseriti nel fuoco elementi auspiciosi come grano, noci, frutta secca e furono offerti nel fuoco al suono dei mantra vedici cantati dai sacerdoti brahmana qualificati.

 

5

 

 Sulla via del ritorno ad Ayodhya, la città del re Dasaratha, il sacrificio fu fermato da una tempesta di polvere accecante.

Il Signore Parasurama, un'altra incarnazione di Krishna, rivelo' che era stato Lui a causare la tempesta di polvere, e chiese di sfidare Rama.

Egli fece in modo che Rama capisse chi era Parasurama, e teneva un altro arco del Signore Shiva, l'equivalente dell'arco che Rama aveva rotto.

Se Rama fosse stato in grado di tendere quest'arco e scagliare la magica freccia, Parasurama lo avrebbe lasciato passare.

 Naturalmente, Rama lo fece dimostrando di essere la suprema Personalità di Dio, sotto un'altra forma .

 

Questo è un passatempo del Signore.

 

 

6

 

Il tempo trascorreva felicemente ad Ayodhya.

Il  Re Dasaratha decise di ritirarsi e di incoronare Rama come futuro re.

 La città esultò e di diede inizio ai preparativi per la grande festa.

Ma una persona non gioi'.

Questa era Manthara, la serva-gobba della regina Kaikeyi, la più giovane delle tre regine e la favorita del re Dasaratha.

 Immaginando la propria fortuna in declino come cameriera di una regina che non sarebbe stata la madre del futuro re, Manthara avvicina Kaikeyi e la convince, che ora non avrebbe avuto alcun futuro.

Consultatasi in segreto, le due donne crearono un complotto, che ruotava attorno a due promesse che il re aveva fatto alla regina molti anni prima, quando lo aveva salvato su un campo di battaglia.

All'epoca non aveva scelto che cosa voleva e aveva deciso che le promesse le avrebbe chieste in un periodo nel quale ne avrebbe avuto bisogno.

 

 

7

 La Regina Kaikeyi si ritirò nella camera interiore del suo studio, la camera riservata alle riflessioni.

Sciolse i capelli, getto' via i gioelli, e si mise a piangere accasciandosi sul pavimento

Quando Dasaratha la trovo' li, le chiese cosa non andava.

Allora Ella rispose che voleva ricevere le sue due promesse accordategli, e quando suo marito gli promise di concederle ciò che voleva,

lei gli chiese: "Fa 'che mio figlio Bharata sia incoronato re al posto di Rama, e invia Rama in esilio nella foresta per 12 anni! "

 Dasaratha non poteva ritirare la sua promessa, e nessuno avrebbe potuto dissuadere Kaikeyi dalla sua determinazione. Dasaratha si senti' un uomo distrutto ma dovette accordare i favori a sua moglie.


Rama accetto' e rispetto l'ordine, come Suo padre aveva chiesto, e Lakshmana e Sita, Suo fratello e sua moglie, insistettero di accompagnarlo nella foresta.

essi si misero abiti fatti con la corteccia degli alberi che Kaikeyi aveva preparato impazientemente.

 

 

8

 

 Un carro li condusse fuori dalla città.

 Tutta la popolazione, presa dal dolore e dell'amore per Rama, li seguirono e dormirono con loro nella foresta.

Ma nelle prime ore del mattino, prima che la popolazione si svegliasse, gli esiliati tranquillamente salirono sul carro per sfuggire alla gente.

 Dopo tutto Rama aveva accettato l'esilio, e non sarebbe stato piu' un esilio se tutta la la città li avesse seguiti.

 

 

9

 Dopo aver rispedito il carro in città, e aver lasciato le vicinanza della città di Ayodhya e la foresta dove vivevano i saggi della zona, Rama, Lakshmana, e Sita rimasero completamente isolati.

Qui incontrarono il primo di molti demoni.

Questo era Viradha, che aveva delle teste di animali legati alla sua lancia, e stava aggredendo Sita.

Ci fu una battaglia, Rama lo uccise, e ricevette da lui una maledizione.

 

10

Lakshmana costrui' una capanna per Rama e Sita, dove vissero una vita semplice e umile per molti anni.

I saggi e gli eremiti della foresta circostante spesso andarono a fare loro visita, chiedendo protezione e aiuto contro i demoni Rakshasa che li attaccavano e uccidevano.

Rama e Lakshmana uccisero molti demoni mangiatori di uomini, nel corso degli anni.

 

11

Un giorno, una demonessa di nome Surpanakha capito' nei pressi della capanna.

 Nascosta fra gli alberi, guardava la bella figura di Rama, se ne innamoro' e desidero' sposarlo.

Così forte era il desiderio per Lui, che dimentico' di fare ciò che era in grado di fare: cambiare la sua forma di demonessa in quella di una bella donna.

 Nella sua brutta forma, si avvicino' a Rama e gli chiese di lasciare la sua "magra" moglie Sita e di sposare lei.

Rama aveva fatto voto di non accettare nessun'altra moglie al di fuori di Sita, anche se la cultura del tempo gli avrebbe consentito di avere molte mogli.

  quindi non avrebbe soddisfatto la richiesta Surpanakha anche se fosse stata una bella donna e qualificata, ma dal momento che era anche una brutta demonessa,

 egli le  disse: "Io sono sposato, perché non sposi il mio fratello minore che non ha alcuna moglie qui con lui?"

Surpanakha guardo' Lakshmana, e s'avvide che anche lui era molto attraente.

 Ma Lakshmana capi' che suo fratello stava giocando e inizio anche lui a scherzare, dicendole che Rama era la scelta migliore per lei.

capendo la loro ironia, Surpanakha s'arrabbio' ed improvvisamente attacco' Sita,

Lakshmana come un lampo taglio' il naso e le orecchie a Surpanakha.

 

12

 

 Surpanakha corse subito da suo fratello Khara, che aveva un esercito a sua disposizione.

 Nel vedere sua sorella sfigurata, fu preso da un sentimento di sdegno, e si senti' insultato nella sua posizione di demone e signore della foresta, Khara allora spedi' quattordici demoni guerrieri ad uccidere i tre umani.

 Tuttavia, Rama li uccise tutti, quindi Khara raggruppò il suo esercito ed andò avanti ad attaccare.

  Tuttavia vi furono cattivi presagi, come un avvoltoio sul suo carro, corvi, sciacalli urlanti, fiamme intorno al sole e nuvole e che facevano piovere sangue.

preso dal suo orgoglio, Khara ignoro' questi cattivi  auspici…

 

13

 Non è una buona idea ignorare i cattivi presagi, come dimostra questa immagine.

 Rama uccise Khara e l'intero esercito, i suoi cavalli, il conducente del carro, il carro, e d'un tratto tutti furono distrutti.

Furono uccisi uno alla volta nella battaglia e Khara stesso fu ucciso,  Rama ne usci' completamente vittorioso.

Lakshmana non prese parte in questa lotta; ma rimase a guardia di Sita.

 

14

 

 Surpanakha successivamente ando' dal suo fratello maggiore, il più pericoloso demone  Rakshasa: Ravana dalle dieci teste.

 fu molto furba nella sua ricerca nel metodo di trovare vendetta, non solo grido' a Ravana lo sfiguramento fatto su di lei e la morte del loro fratello Khara, ma riusci' a parlare a Ravana di Sita dicendogli che era la più bella donna del mondo.

Ravana, era famoso nello sconfiggere e terrorizzare gli esseri celesti, ed era anche noto per il suo harem, che aveva accumulato rapendo mogli e principesse da tutto l'universo.

 Adesso divenne ossessionato dall'idea di rubare Sita a Rama.

Qui vediamo Ravana recarsi dal demone Maricha per chiedergli aiuto e collaborazione nella formazione di un piano.

E' Interessante notare che Maricha fu uno dei demoni scaraventato da Rama, dal cielo nel mare a centinaia di chilometri di distanza, quando a Rama fu chiesto di aiutare i saggi.

 Avendo avuto altri simili incontri di abilita' con Rama, Maricha aveva deciso di ritirarsi dall'attivita' di demone e diventare un saggio.

Non rispettando la decisione di Maricha, Ravana gli chiese di trasformarsi in un cervo dorato per assisterlo nel compimento della sua strategia.

Quando Maricha tento' di rifiutare, Ravana minaccio' di ucciderlo.

Maricha decise che sarebbe stato meglio essere ucciso da Rama pittosto che da Ravana, così accetto' di aiutarlo.

 

15

 

 La trama era questa: Maricha, trasformato misticamente in un bellissimo cervo dorato, si sarebbe avvicinato alla capanna di Rama, Sita e Lakshmana.

Sita sarebbe rimasta affascinata alla vista del cervo e avrebbe chiesto a Rama di catturare il cervo per averlo come animale da compagnia.

Se entrambi Rama e Lakshmana, sarebbero caduti nella trappola, Sita sarebbe rimasta senza protezione e  Ravana avrebbe rapito Sita.

 Cosa che accadde effettivamente: Rama e Lakshmana decisero di andare a catturare il cervo, ma  Lakshmana sospetto' qualcosa, e quindi Rama ordino' a Lakshmana di restare li e proteggere Sita.

Nella foresta, anche Rama incomincio' a sospettare del cattivo gioco e tiro' una freccia per uccidere il cervo mistico.

 Cosi' Maricha usci' dal corpo del cervo e sentendosi morire riusci' a chiamare: "Aiuto! Lakshmana! Lakshmana! Aiuto!”  

e lo fece imitando la voce di Rama.

Sita senti' il lamento, e impolro' Lakshmana di andare ad aiutare Rama.

 Lakshmana sapeva che nulla avrebbe potuto danneggiare Rama, ma quando Sita, sconvolta e agitata per la sorte di Rama, accuso' Lakshmana di voler far morire Rama, in modo che avrebbe potuto avere Sita solo per se', Lakshmana fu profondamente ferito e decise di andare.

 Egli traccio' una protezione mistica, fece un cerchio intorno a Sita ed alla capanna e raccomando Sita di rimanere all'interno di quel cerchio.

Poi parti per cercare Rama.

Quando fu lontano, Ravana arrivo', sotto le sembianze di un anziano brahmana, indebolito a causa della mancanza di cibo.

 Compassionevole Sita gli portò del cibo, ma non rimase all'interno del cerchio.

 Ravana immediatamente rivelo' la sua vera natura e afferro' Sita, la trascino' sul suo carro tirato da asini dall'aspetto di spiriti maligni.

 

16

 

 Elevato in aria il carro volava, Sita gridava aiuto.

 Un eroico tentativo di aiutare venne da Jatayu, un antico avvoltoio che era stato amico del padre di Rama, il re Dasaratha.

Jatayu non era un uccello ordinario, ed attacco' Ravana, e gli distrusse il carro.

Ravana, tuttavia, riempi' Jatayu  di frecce.

 Tutti caddero a terra.

Jatayu cadde mortalmente ferito, e Ravana afferro' Sita e volò via con lei senza l'aiuto del suo carro.

 

17

 

Quando Rama torno' alla capanna, non trovo' Sita, allora corse per tutta la foresta lamentandosi, chiamando il nome di Sita, e chiedendo se qualcuno sapeva dove fosse.  Lakshmana si sentiva in colpa per aver disobbedito all'ordine di suo fratello e, quindi abbasso' la sua testa.

Anche gli animali della foresta erano addolorati.

 

 

18

 

Nel frattempo, Ravana aveva portato Sita, attraversando l'oceano, nel suo regno di Lanka, e aveva posto sotto guardia Sita, circondata da demonesse in un boschetto di alberi.

A causa di una maledizione, Ravana non poteva mai costringere una donna ad essere sua, perche' sarebbe morto, ma sperava di affascinarle col suo notevole fascino maschile.

 In caso di fallimento del suo fascino maschile, lui diceva loro che se non lo avessero accettato, al termine di un anno le avrebbe mangiata per colazione. La stessa cosa disse a Sita.

Sita, piena di speranza, decise che avrebbe digiunato fino alla morte.

 Nell'apprendere questo, gli esseri celesti divennero ansiosi per la morte di Sita che avrebbe spezzato il cuore di Rama che non avrebbe piu' ucciso Ravana.

 Gli esseri celesti temevano grandemente Ravana, e contavano su Rama per liberare l'universo da questa minaccia.

Intanto l'essere celeste Indra ando' da Sita con una ciotola di riso dolce, che conteneva del cibo spirituale, perche' era stato offerto alla Suprema Personalità di Dio.

Il riso dolce portò la benedizione con la quale chi lo mangiava non avrebbe mai sofferto la fame.

Sita, rispettando il cibo spirituale, lo accetto', quindi realizzo' la sua idea di digiunare fino alla morte.

L'accompagnatore di Indra era l'essere celeste Nidra, che fece addormentare le demonesse per tutta la durata della loro conversazione.

 

19

 

Rama e Lakshmana avevano trovato morente l'uccello Jatayu, che con il suo ultimo respiro aveva detto loro ciò che era accaduto:

che Sita era stata rapita dalla foresta e portata oltre l'oceano a centinaia di chilometri di distanza

 e che improvvisamente fu catturata da un gigantesco e terribile demone di nome Kabandha.

 Kabandha non aveva alcuna testa e le braccia erano lunghe otto miglia.

 Rama e Lakshmana lottarono, e troncarono le sue grandi braccia, e Kabandha cadde a terra.

 Egli racconto' loro la sua storia: Era stato un essere celeste al quale piaceva assumere la forma di un demone per spaventare la gente.

 Un saggio, adirato da questo comportamento, lo aveva maledetto a  rimanere un demone.

 Il saggio disse che egli sarebbe stato liberato da questa maledizione il giorno in cui sarebbe stato ucciso da Rama e Lakshmana.

Più tardi, in una lotta con Indra, era stato colpito dal fulmine di quest'ultimo che aveva piegato la sua testa nel suo petto.

Affabilmente, Rama e Lakshmana lo finirono uccidendolo e cremarono il suo corpo.

Quando Kadanbha, apparve nel suo bel corpo di essere celeste ascese verso il cielo, consiglio' a Rama di cercare l'aiuto dalle grandi scimmie sotto la guida del loro Re: Sugriva.

 

 

20

 

Nella regione selvaggia, Rama e Lakshmana incontrarono le scimmie Sugriva, Hanuman, ed i loro compagni.

 

 

21

 Una parte delle scimmie fu inviata a sud dell'oceano.

Avendo appreso da un testimone che Sita era stata condotta attraverso l'oceano, le scimmie, conclusero' che l'unico ad essere qualificato per attraversare l'oceano era Hanuman.

Così Hanuman si fece enorme e salto' in alto, volando sulle onde fino a Lanka alla ricerca di Sita.

 

22

Arrivato a Lanka, Hanuman si fece inconcepibilmete piccolo e sorvolo' sulla città fino a rintracciare Sita che trovo' nel boschetto di alberi circondato dalle demonesse dormienti.

Sita in un primo momento fu sospettosa pensando ad un altro trucco di Ravana a suo danno, ma Hanuman la convinse decantando correttamente le glorie di Rama, infine, mostrando l'anello di Rama, che ella riconobbe.

 

23

 

 Hanuman fu catturato dai soldati di Ravana.

 Essi decisero di umiliarlo invece di ucciderlo, non prendendo in considerazione una scimmia nelle funzioni di messaggero.

Decisero di dare fuoco alla sua coda, ma egli si innalzo' percorrendo la citta' e la infiammo' con la sua coda infuocata.

Egli espresse in questa maniera un messaggio di avvertimento di castigo per Ravana,  per l'offesa di aver rubato Sita, e poi ritorno' a innalzarsi in aria per portare le notizie a Rama.

 

24

 

Rama aveva un esercito di milioni di scimmie, e una vasta distesa di oceano tra il Suo esercito ed il Suo obiettivo.

La divinita' del mare aveva promesso che le  pietre deposte sull'acqua avrebbero galleggiato in modo tale da costruire un ponte.

Le scimmie lavoravano sodo, non solo nel portare enormi macigni, ma anche alberi per costruire il ponte, che finalmente fu completato.

 L'intero esercito delle scimmie iniziarono a marciare su di esso.

 

25

 

 La città di Lanka si sveglio' la mattina seguente circondata da milioni di scimmie soldati.

Ravana aveva grandi eserciti di demoni a sua disposizione, ed una grande battaglia inizio'.

Ad un certo punto, centinaia di frecce a forma di serpenti furono lanciate su Rama e Lakshmana che s'accasciarono sul campo di battaglia e sembravano morti.

 La grande aquila Garuda arrivo' per liberarlo.

Garuda e' il vettore del Signore Vishnu.

 Egli ha voluto servire il suo Signore nel Suo passatempo come Signore Ramachandra.

 Le frecce erano davvero serpenti, misticamente trasformate in frecce.

Ma Garuda mangia i serpenti, e le frecce-serpenti ebbero paura nel vederlo sopra di loro.

 cosi' tutti riacquistarono la loro originale forma di serpente e rapidamente fuggirono via.

 Garuda poi tocco' Rama e Lakshmana,  guarendo le loro ferite.

 

26

 

Intanto la battaglia infuriava da giorni.

 Ravana stava perdendo i suoi più preziosi generali.

Egli decise che era giunto il momento di risvegliare Kumbakarna.

Kumbakarna era il fratello di Ravana.

La sua caratteristica era quella di essere un gigante.

Tempo prima aveva creato tali disordini nell'universo nel mangiare così tante persone che gli esseri celesti l'avevano maledetto a dormire per 364 giorni l'anno, concedendogli la veglia per mangiare solo un giorno. 

Kumbakarna dormiva in una grotta sotterranea, lunga otto miglia, per ospitare la sua grande forma.

 Truppe di demoni entrati nella grotta, dovettero tollerare uragani di cattivo alito provenienti dalla bocca aperta del demone che russava.

Portarono secchi di sangue per nutrirlo, e fecero rumori forti facendo galoppare cavalli, cammelli, elefanti, asini intorno al suo petto.

 Non era compito facile quello di risvegliare il gigante addormentato.

 

27

 

Quando Kumbakarna finalmente si svegliò e si congiunse alla battaglia, spazzo' via migliaia di scimmie con una sola oscillazione della sua mazza e raccolse manciate di scimmie, trenta alla volta, e riempi' la sua bocca per mangiarle.

Le scimmie lanciarono su di lui, rocce e pietre, ma invano.

 

 Infine Rama uccise lo uccise, prima gli taglio' un braccio, poi l'altro, quindi le gambe, e finalmente la sua testa.

 

28

 

 La battaglia infuriava, e Rama e Lakshmana furono feriti in modo mortale dalle frecce e si ritenne che solo un certo tipo di erbe di una montagna in Himalaya avrebbe potuto salvarli.

Hanuman nuovamente si alzo' in aria e volo' verso l'Himalaya, ma quando arrivò presso la montagna

non riusci' a trovare il particolare tipo di erbe che era necessario.

 Così raccolse l'intera montagna e la porto' sul campo di battaglia, dove esperti avrebbero potuto trovare l'erba e curare Rama e Lakshmana e l'intero esercito di scimmie.

 

29

 

Tutti i generali di Ravana furono uccisi e ora Ravana stesso sfido' Rama.

 Per l'occasione Indra diede a Rama un carro d'oro, e li due iniziarono a fronteggiarsi in una poderosa battaglia.

Rama lancio' frecce che troncavano le teste di Ravana, ma come ne cadeva una, un'altra spuntava di nuovo, cosi' Ravana continuò a sparare frecce su Rama.

 Rama finalmente lancio' una grande freccia mistica dal suo arco nel cuore di Ravana uccidendolo.

 

 

30

 La grande guerra era finita.

Sita fu restituita a Rama ... ma Rama finse diffidenza.

Sita era stata fedele a Lui o no?

Lui le restitui' la sua libertà.

Sita preparò una pira, l'accese ed entrò nel fuoco.

Un momento dopo, il dio del fuoco Agni la restituiti incolume, dicendo a Rama,

"Devi accettarla, Ella e' assolutamente pura".

Poi Rama calorosamente la riprese.

 Egli le disse: "Sapevo che eri stata fedele a me, ma io ho voluto dimostrarlo al mondo in modo tale che nessuno mai può dire nulla contro di Te."

Così furono felicemente riunificati.

 

31

 

 Il periodo di tempo dell'esilio era finito, ed era giunto il momento di tornare ad Ayodhya.

Rama, Lakshmana, Sita Sugriva, Hanuman e molti altri salirono sull'aeroplano floreale meraviglioso di Ravana che era stato rubato dagli esseri celesti, e con esso tornarono di nuovo ad Ayodhya.

 il fratello di Rama, Bharata, per il quale l'esilio era stato voluto, non aveva mai accettato il potere sovrano, ma aveva governato il regno in qualità di rappresentante di Rama.

Ci fu una grande gioia al trionfante ritorno di Rama, il legittimo re.

 



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