LA NOSTRA FILOSOFIA

Il nostro scopo ed oggetto è presentare la saggezza antica dei Veda

 

 

Sri Krishna da' il benvenuto al devoto di nome Gopa-kumara che torna nel mondo spirituale.

Questa scena e' descritta nel "Brhad-bhagavatamrta"

Missione

 (i testi filosofici più grandi del mondo)

 

Missione

Il nostro scopo ed oggetto è presentare la saggezza antica dei Veda

 (i testi filosofici più grandi del mondo)

 la cui forma pura  originale è per il beneficio di tutta l’ umanità senza riguardo al genere, razza, credo,  nazionalità o alcuna altra distinzione  materiale provvisoria. Il Bhakti Yoga e’ la  pura  scienza eterna dell'anima, ed il processo per riconoscere la nostra vera natura e la nostra posizione eterna, come parte del Creatore Originale riconosciuto in tutta la letteratura Vedica come Sri Krishna. Col processo del Bhakti Yoga  noi possiamo raggiungere la vera ed eterna felicità nella nostra vera casa, Sri Goloka Vrindavan. 

 

 

SFONDO STORICO 

nel 1885, in accordo con l'esempio del predecessore di Sri Jiva Gosvami,  Srila Saccidananda Bhaktivinoda Thakura fondò una società chiamata Visva-vaishnava-raja-sabha, o the Royal World Assembly of Vaishnavas (la Riunione Reale Mondiale dei Vaishnava), per la propagazione della missione di Sri Chaitanya Mahaprabhu (D.C. 1487-1534) il quale è il Dio Supremo Stesso, e che apparve misericordiosamente in questo mondo per stabilire la supremazia del servizio devozionale dell’amore puro (bhakti puro) al Dio Supremo come natura intrinseca dell'anima e scopo ed oggetto della vita umana e diede il metodo per realizzare questa meta. 

 

Nel 1919, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada ristabili' questa missione, e l'organizzazione venne ultimamente riconosciuta come "Gaudiya Matha". Sotto la guida superlativa di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, la missione si diffuse in tutta l'India, e la predica fu efficacemente  portata a termine. 

 

Dopo che Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada lasciò questo mondo, fu formato un comitato governativo per sorvegliare la Sri Gaudiya Matha e la sua missione. Per qualche tempo, tutti i doveri della Gaudiya matha furono eseguiti entusiasticamente, e la predica del bhakti puro continuò dappertutto. 

 

Il presidente del comitato governativo che era anche il leader spirituale abbandonò comunque dopo un po' di tempo, l’etica ed il comportamento morali dei seguaci di Sri Rupa Gosvami. Questa devianza condusse ad un caos in tutta la missione. Molti lasciarono la Sri Gaudiya Matha per fare i loro propri ashrams, monasteri e così via, e iniziarono a compiere là invece i processi del bhakti puro. 

 

 

 

Date queste circostanze, Sri Vinodabihari Brahmacari (più tardi noto come Srila Bhaktiprajnana Kesava Maharaja) lascio’ Mayapura (Bengala orientale) per recarsi nella città di Navadvipa con alcuni dei sui confratelli. Nel quartiere di Tegharipada,  affittarono una casa e fondarono la Sri  Devananda Gaudiya Matha. Da quella base, loro cominciarono a predicare il bhakti puro. 

Dopo avere collocato la Sri Devananda Gaudiya Matha in Sri Navadvipa Dhama, Sri Vinodabihari Brahmacari cominciò a considerare quale fosse  il sistema migliore per riattivare il servizio al desiderio intimo del suo venerabile Guru Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada. Lui medito’a lungo e pervenne alla conclusione che il desiderio intimo di Prabhupada era la pubblicazione dei periodici trascendentali e la letteratura devozionale che lui, Srila Prabhupada, aveva stabilito. Senza di essi il benessere del mondo è impossibile

Il pensiero di Sri Vinodabihari Brahmacari era, "I devoti che dipendevano dalla missione di Srila Prabhupada ora vagano di qua e di la’, incerti su cosa  fare perché  non hanno un posto nella Caitanya Matha. Nostro dovere è organizzarli e predicare di nuovo le istruzioni di Srila Prabhupada e con lo stesso entusiasmo di prima.” 

Con questo obiettivo in mente, lui affittò una casa nel vicolo  32/2  di Bospada, a Bagbazar Calcutta, e comprò anche una piccola stamperia. Dopo breve tempo, Sri Trigunanatha Mukharji Mahodaya donò i suoi affari, a Gauranga per i Lavori di Stampa. Incoraggiato da questo, Sri Vinodabihari Brahmacari cominciò a stampare la letteratura devozionale. Purtroppo, quando una prima pubblicazione, Siksa-dasamulam fu composta, il manoscritto completo fu rubato. Nonostante la sconfitta, lui non si scoraggio’. 

Sri Vinodabihari Brahmacari ed il suo confratello associato fondarono la "Sri Gaudiya Vedanta Samiti "in quella casa affittata presso Bagbazar (Calcutta, Bengala dell'ovest) nel giorno del lieto auspicio di Aksaya Trtiya nel mese di Vaisakha (aprile) del 1940. Fra i confratelli  era presente Sri Abhayacarana Bhaktivedanta Prabhu (più tardi conosciuto come Sri Srimad Bhaktivedanta Svami Maharaja il quale  divenne famoso come  il primo predicatore della missione di Sri Chaitanya Mahaprabhu nel mondo occidentale), pi c’erano Sri Nrsimhananda Brahmacari e Sri Sajjansevaka Brahmacari (ora Sri Srimad Bhaktivedanta Vamana Maharaja, il leader spirituale attuale e Presidente della Sri Gaudiya Vedanta Samiti). 

Questa società fu chiamata 'Sri Gaudiya Vedanta Samiti affinche’ predicasse dappertutto il bhakti puro nel mondo, per il benessere di tutta l’umanità. 

Srila Bhakti Prajnana Kesava Maharaja (precedentemente Sri Vinodabihari Brahmacari) ha lasciato questo mondo nel 1968, dopo avere impartito i suoi insegnamenti e benedizioni ad innumerevoli anime fortunate. La sua missione viene continuata oggi dai membri della Sri Gaudiya Vedanta Samiti in India, e nei centri in tutto il mondo sotto gli auspici del suo primo maharaja Srila Bhaktivedanta Vamana Goswami dei discepoli  e di Srila Bhaktivedanta Narayana Gosvami  maharaja. 

Srila Bhaktivedanta Narayana Gosvami  Maharaja, è il primo leader spirituale della missione della Sri Chaitanya Mahaprabhu ed i suoi associati nel mondo di oggi. Lui ha viaggiato intorno al globo due volte annualmente fin da 1996. 

Ha tenuto centinaia di conferenze, traduzioni di importanti libri degli acharya precedenti e commenti sul bhakti puro.

I GURU,

 I MAESTRI SPIRITUALI


La terza forma di appartenenza all'induismo è fare riferimento ai maestri spirituali, illuminati.
Nella lingua sanscrita vi sono molti termini che definiscono la parola Maestro tra cui guru, prabhu, acharya, natha.
La parola guru, in senso spirituale, ha un significato più peculiare con diverse accezioni: colui che illumina, "colui che rimuove l'oscurità", che nell'oscurità della mente pone la luce, e luce significa conoscenza. Guru vuol dire anche "pesante", colui che "ha un peso" determinante, fondamentale nella vita di un discepolo perché lo trasforma.


Il discepolo, infatti, in realtà, è un individuo che lungo il suo cammino si evolve in un essere più puro e consapevole.
Attraverso i suoi insegnamenti il Maestro lo conduce alla disciplina che lo porterà alla liberazione.

In questa via sperimentale si usano svariate tecniche di yoga, ma si possono applicare anche rituali e lo studio delle scritture.


Un maestro spirituale appartiene sempre ad una linea autentica di maestri (paramparaya) e alla trasmissione di conoscenza che ha ricevuto, unisce la sua esperienza e realizzazione.

 Appartenendo ad una tradizione, egli è il tramite di un patrimonio di conoscenza tramandato nel tempo attraverso un insegnamento iniziatico.

 Il rapporto tra guru e discepolo è puramente iniziatico e per questo il ruolo del guru è basilare in ogni percorso evolutivo e spirituale.