LA CAUSA DI TUTTE LE CAUSE

krishna colui che e' al di sopra di tutti

 

La Causa di tutte le cause


Niente accade senza una causa e l'origine di tutte le cause è il desiderio di Krishna



di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya dell' Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

 

Sri Krishna in persona, che si diletta a fare il pastorello a Vrindavana, enunciò anche la Bhagavad-gita, rivelando di essere la sorgente di ogni cosa.


yad adhatu-mato brahman

deharambho 'sya dhatubhih

yadricchaya hetuna va
bhavanto janate yatha



"O saggio brahmana, per la sua natura spirituale, l'anima è differente dal corpo materiale. Si riveste di un corpo secondo una legge stabilita o il corpo è dovuto al caso? Tu che conosci queste verità, abbi la bontà di spiegarmele."
(Srimad-Bhagavatam 2.8.7)

Per ricevere la conoscenza si deve avvicinare un guru che sia brahma-nistham, cioè fisso nella Verità Assoluta. Questo è ciò che qualifica il guru. Brahmany upasamasrayam. Queste sono parole dello Srimad-Bhagavatam. Il guru vive nel Brahman, la Verità Assoluta. Non ha nessun altro dovere. Sri Krishna dice:

tad viddhi pranipatena

pariprasnena sevaya

upadeksyanti te jnanam

jnaninas tattva-darsinah



"Cerca di conoscere la verità avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L'anima realizzata può rivelarti la conoscenza perché ha visto la verità." (Bhagavad-gita 4.34) Tattva-darsinah significa: "Colui che ha visto la verità". Il guru non può essere uno che si limita ad immaginare la verità. Il guru deve aver visto realmente la verità. Questo è ciò che affermano gli shastra, le scritture rivelate.

Maharaja Pariksit che segue strettamente questi princìpi dice a Sukadeva Gosvami, bhavanto janate yatha: "Come hai appreso dal tuo maestro spirituale." Questa conoscenza è perfetta. La conoscenza della Verità Assoluta ha origine in Krishna. Krishna ha tutte le perfezioni. Arjuna ascolta direttamente da Krishna e la sua posizione è riportata nella Bhagavad-gita. Arjuna comprende che Krishna è la Suprema Personalità di Dio e da Lui riceve la conoscenza. La domanda qui espressa da Maharaja Pariksit è quella di una persona intelligente: "Noi esseri viventi siamo venuti nel mondo materiale dove soffriamo, ma siamo parti integranti di Krishna, cioè di Dio. Allora come mai siamo venuti nel mondo materiale?"

Questa domanda è molto intelligente ed egli chiede, yadricchaya: "Questo accade automaticamente per legge di natura?" oppure hetuna: "C'è una causa specifica?" Senza una causa niente può esistere. Questo è logico. Il filosofo mascalzone afferma: "È accaduto automaticamente. C'era un agglomerato di materia e la creazione si è manifestata." Questa è la filosofia dei mascalzoni. Jagad ahur anisvaram [Bhagavad-gita 16.8]. I mascalzoni non vogliono riconoscere che questa creazione ha una causa. Non lo capiscono. Non sanno e inventano teorie. Per esempio Darwin non è stato in grado d'individuare nessuna spiegazione convincente. Nella sua teoria si legge: "Può essere , forse, per milioni di anni non c'era..." Egli speculava e lui stesso ammette: "Tutto quello che sto enunciando è tutto frutto della mia speculazione."

Ho visto una lettera che aveva scritto a un amico, dove ammetteva: "Tutto ciò che sto enunciando è frutto del mio pensiero." La scienza però non è speculazione. La scienza non può essere speculazione, altrimenti non è scienza. "Due più due fa quattro." Questa è scienza e se voi speculate — "Due più due fa cinque" oppure "Due più due fa tre" — questa non è scienza.


LA COMPRENSIONE SCIENTIFICA DI DIO

La scienza di Krishna non è speculazione, è una scienza esatta. Tad-vijnanam. Vijnana significa scienza, non speculazione. Si deve comprendere Dio scientificamente. È questo che si richiede, non l'immaginazione. I filosofi Mayavadi (impersonalisti) affermano: "Puoi immaginarti il tuo Dio." Questo è da mascalzoni. Come è possibile immaginarsi il proprio Dio? Dio è Dio. Dio significa il controllore supremo, l'Essere Supremo. Nel vocabolario si trova che Dio significa l'Essere Supremo. Egli è inoltre un essere come noi, un individuo. Noi siamo qui, gli uni davanti agli altri. Voi siete individui; io sono un individuo. Noi possiamo parlare o ascoltare. Nello stesso modo, anche Dio è un individuo. Krishna disse ad Arjuna:

imam vivasvate yogam

proktavan aham avyayam

vivasvan manave praha

manur iksvakave 'bravit



"Ho insegnato questa scienza immortale dello yoga a Vivasvan, il Dio del sole e Vivasvan l'ha insegnata a Manu, il padre del genere umano; Manu a sua volta l'ha insegnata ad Iksvaku." (Bhagavad-gita 4.1)

Perciò Krishna è dotato di individualità. Milioni e milioni di anni fa ha istruito il dio del sole. Arjuna Gli chiese: " Come è possibile questo? Tu sei mio contemporaneo, abbiamo la stessa età." Krishna rispose: "Quando milioni e milioni di anni fa esposi questa filosofia al dio del sole, anche tu eri presente perché tu sei un mio intimo amico. Ogni volta che discendo ci sei anche tu, ma la differenza è che tu hai dimenticato; Io invece ricordo di aver detto questo."
Questa è la differenza fra Krishna e una persona comune. Krishna ricorda tutto, sa tutto.

Vedaham samatitani: "Io so tutto." (Bhagavad-gita 7.26) Questo è Krishna. Noi invece non sappiamo tutto. Questa è la differenza. Krishna non è impersonale. Egli è una persona, ma non una persona come noi. Egli è la Persona Suprema. Nessuno è più grande di Krishna. Questo è l'insegnamento dei Veda. Egli è un individuo, ma non ha nessun dovere da compiere. È una persona speciale. Noi possiamo vedere Krishna qui nel tempio nella Sua forma di divinità insieme a Srimati Radharani. L'intero universo procede sotto la Sua direzione, ma Egli non ha niente da fare. Egli prova piacere insieme a Srimati Radharani. Questa è la posizione di Krishna. Krishna non è assolutamente disturbato quando crea o distrugge un universo. Egli è la sorgente inesauribile del piacere e il Suo piacere non è mai interrotto da queste attività. Egli è perfetto.


IL DESIDERO DI KRISHNA È L'ORIGINE DI OGNI COSA


Nella nostra Associazione per la Coscienza di Krishna io non sono perfetto. Tuttavia voi ragazze e ragazzi mi amate e quindi qualunque cosa vi dica viene immediatamente fatta. Perciò se una persona comune come me può fare le cose senza sforzarsi personalmente, quanto più potrà farlo Krishna. Nessuno è uguale o più grande di Krishna. La Sua grandezza e la Sua potenza si possono soltanto immaginare. Se ad una persona comune basta esprimere un desiderio per fare le cose, perché non potrebbe farlo anche Krishna? Dov'è la difficoltà?

La Bibbia afferma: "Dio disse, 'sia fatta la creazione' e la creazione fu." Perciò questo è Krishna. Egli si limita a desiderare: "Sia fatta la creazione." E subito tutto è pronto. Questo è Krishna. Come avviene questo? In modo automatico? Non in modo automatico. Viene fatto nello stesso modo in cui voi fate le cose. Hetuna: c'è una causa, ma la causa originale è il desiderio di Krishna.

isvarah paramah krishnah

sac-cid-ananda vigrahah
anadir adir govindah
sarva-karana-karanam



"Krishna, che è conosciuto come Govinda, è la Suprema Personalità di Dio. Egli ha un corpo spirituale, eterno e pieno di felicità. Egli è l'origine di tutto. Egli non ha origine ed è la causa prima di tutte le cause." (Brahma-samhita 5.1)

Il desiderio originale è quello di Krishna. Egli inoltre è la causa originale di tutto ciò che facciamo. Non possiamo fare niente indipendentemente. Se io vado in paradiso o all'inferno questo è sanzionato da Krishna. Senza il desiderio di Krishna non posso fare niente. Questo è affermato anche nella Bhagavad-gita, 15.15:

sarvasya caham hridi sannivisto

mattah smritir jnanam apohanam ca

vedais ca sarvair aham eva vedyo

vedanta-krid veda-vid eva caham



"Sono nel cuore di ogni essere e da Me viene il ricordo, la conoscenza e l'oblio. Il fine di tutti i Veda è quello di conoscerMi. In verità lo sono Colui che ha composto il Vedanta e sono Colui che conosce i Veda."


LA CAUSA DEL NOSTRO PROSSIMO CORPO

I mascalzoni affermano che il mondo procede automaticamente e che siamo venuti nel mondo materiale senza una ragione particolare, senza una causa. Affermano che la nostra venuta nel mondo materiale è dovuta ai desideri lussuriosi del padre e della madre. Perciò il bambino non ha alcun significato personale, ma è il sottoprodotto di un desiderio lussurioso. Perciò se non lo voglio, lo uccido. Posso distruggerlo. Questo è ciò che accade. Ma non si può affermare che la lussuria sia all'origine della nascita di un bambino. Un certo bambino si forma nel grembo di un certo tipo di madre. Non è vero che ogni madre generi lo stesso tipo di bambino. No. Perché? C'è una causa. Questa causa è dovuta alle precedenti attività del bambino.

In base alle nostre attività siamo noi a generare automaticamente il nostro corpo. Perciò la causa c'è: le nostre attività. Anche la Bhagavad-gita [13.22] lo afferma: karanam guna-sango 'sya sad-asad-yoni-janmasu. Karanam significa la causa. Da cosa dipende la nostra prossima vita? All'origine di essa c'è l'associazione dell' essere vivente con un particolare modo della natura: sattva-guna [virtù], rajo-guna [passione] o tamo-guna [ignoranza]. Se l'essere vivente si associa col tamo-guna si prepara ad avere la prossima vita nel regno degli animali inferiori o nella più degradata delle famiglie.

Coloro che si associano col modo della virtù vengono elevati ai sistemi planetari più elevati. Il modo della virtù comprende le qualità braminiche: veridicità, controllo della mente, controllo dei sensi, semplicità, tolleranza, piena fede nelle scritture e in Dio, una conoscenza completa e la sua applicazione pratica. Queste qualità sono proprie del sattva-guna, il modo della virtù. Se una persona coltiva il sattva-guna verrà elevata ai sistemi planetari più elevati. Perché ci sono così tanti pianeti? Perché ci devono essere posti differenti per i differenti tipi di esseri viventi. C'è quindi una causa per tutto. Nessuno prende nascita nel mondo materiale senza una causa specifica. E in dipendenza di questa causa si forma un particolare tipo di corpo. Il modo in cui questo avviene appartiene ad una scienza molto elevata.

Sfortunatamente nessuno viene istruito in questa scienza. Forse in futuro le persone vi prenderanno interesse. Grazie alla pubblicazione dei nostri libri e ai nostri contatti con il mondo accademico, questo interesse potrà nascere. Oggi c'è questa possibilità. Altrimenti questi mascalzoni non hanno questa conoscenza. Essi non se ne curano. Grandi, grandi professori, grandi, grandi scienziati portano avanti la teoria che la vita provenga da elementi chimici — evoluzione di elementi chimici — e ricevono il premio Nobel, ma se qualcuno li sfida dicendo: "Questi sono gli elementi chimici, ora produci la vita," essi si defileranno. È l'ignoranza che continua a dominare. Fu quindi per dare un'indicazione per il futuro che Pariksit Maharaja chiese: "In che modo l'essere vivente riceve un corpo materiale? Accade automaticamente, senza una causa? Oppure c'è una causa?"


UN'ASSOCIAZIONE PER LA LIBERAZIONE

Se una persona contrae una malattia, automaticamente soffrirà a causa di essa. Contrarre la malattia è la causa della sofferenza. Perciò se prestiamo attenzione a non essere "contagiati" dai modi bassi della natura, possiamo evitare la causa di una nascita inferiore o della sofferenza. Per questo abbiamo creato all'associazione Hare Krishna. Qui si può conoscere il modo per elevarsi. Ci sono moltissime associazioni, "ogni simile con il suo simile." Per questo c'è questa associazione. Chi si assocerà? Chi verrà da noi? Lo scopo di questa associazione è la liberazione.

Le persone soffrono molto a causa delle condizioni materiali della vita. Nessuno è felice. Questo è un dato di fatto. Ma poiché le persone sono avvolte nell'ignoranza accettano l'infelicità come felicità. Questo si chiama maya. Yan maithunadi-grihamed­hi-sukham hi tuccham [Srimad-Bhagavatam 7.9.45]. Maya è molto presente nella vita sessuale. Una persona ritiene che fare sesso sia molto bello, ma dopo ci sono molte sofferenze. Non importa se l'attività sessuale sia lecita o illecita. Il risultato è la sofferenza. Tutti noi lo sappiamo. Dobbiamo fare il miglior uso possibile di un cattivo affare. Abbiamo avuto questo corpo materiale per una causa specifica.

La causa è che abbiamo cercato il piacere e non ci è piaciuto servire Krishna. In ogni caso noi serviamo Krishna, perché servire Krishna è la nostra posizione costituzionale, ma a volte siamo presi dal desiderio: "Perché devo servire Krishna? Perché devo servire il maestro spirituale? Voglio godermela." Il piacere l'avevamo nel servire Krishna, ma abbiamo voluto diventare goditori indipendenti da Krishna. Questa è la causa della nostra caduta. Con Krishna si può avere piacere molto facilmente. Avete visto il dipinto dove Krishna e le gopi danzano felicemente e provano piacere; i pastorelli giocano. Provate piacere con Krishna — questo è il nostro vero modo di godere.

Se vogliamo invece il piacere senza Krishna, questo è maya. Se non si conosce l'oscurità non si può apprezzare lo splendore della luce. Per questo Krishna ha creato l'oscurità, maya, cosicché si possa apprezzare la luce. Due cose sono necessarie. Senza luce l'oscurità non può essere apprezzata; senza oscurità la luce non può essere apprezzata. Queste due cose vanno insieme, fianco a fianco. C'è la luce del sole e c'è l'ombra, fianco a fianco. Si può rimanere nell'ombra; si può rimanere nella luce del sole. Questa è la nostra scelta. Se rimaniamo nell'oscurità la nostra vita sarà piena di sofferenza. Per questo la letteratura vedica c'insegna, tamasi ma: "Non rimanete nell'oscurità."

Jyotir gama: "Andate verso la luce." Questa associazione per la coscienza di Krishna cerca di portare le persone dall'oscurità alla luce. Non trascurate questa opportunità. In un modo o nell'altro siete venuti a contatto con questo movimento, sappiate utilizzare questa occasione. Non andate verso l'oscurità. Restate sempre nello splendore della luce.



 

KRISHNA:
Colui che è al di sopra di tutti




Nella tradizione vedica le scritture autorizzate e le persone sante concordano nell'affermare che Krishna è al di sopra di tutti, senza confronti.



di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya dell' Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna




Quello stesso Sri Krishna che gioca come pastorello a Vrindavana enuncia anche la Bhagavad-gita in cui rivela di essere l'origine di ogni cosa.





svayam bhagavan krishna ekale ishvara
advitya, nandatmaja, rasika-shekara

"Krishna, la fonte di ogni piacere, è Dio, la Persona Suprema, Colui che ha il controllo supremo. Nessuno è più grande o uguale a Sri Krishna, eppure Egli appare come il figlio di Maharaja Nanda."
— Sri Caitanya-caritamrita, Adi-lila 7.7

Tutto quello che Kaviraja Gosvami dice non è frutto della sua fantasia. Tutto quello che afferma è basato sul sistema della parampara della successione disciplica. Questo è il requisito essenziale del vaisnavismo ed è la condizione necessaria per essere un acarya o un guru. Acaryavan puruso veda: se non si accetta l'acarya che fa parte della parampara, non si possono comprendere le cose nella loro realtà. Non è possibile.
Kaviraja Gosvami scrive la Caitanya-caritamrita osservando strettamente le indicazioni degli shastra, le scritture autorizzate. Il suo punto di partenza è che Krishna è la Persona originale, Dio. Svayam bhagavan krishna. Bhagavan è una persona. Bhagavan non è impersonale.

Brahmeti paramatmeti bhagavan iti sabdyate [Srimad­Bhagavatam 1.2.11]. La prima realizzazione della Verità Assoluta, che si ottiene con la conoscenza speculativa, è l'effulgenza personale del Signore, che viene chiamata brahmajyoti. La realizzazione successiva è quella del Paramatma, l'aspetto localizzato della Suprema Personalità di Dio. Ma la realizzazione più elevata è quella di Krishna. Svayam bhagavan krishna. Bhagavan significa "colui che possiede opulenza", in particolare "colui che eccelle per le sei opulenze". Nessuno è più ricco di Bhagavan, più forte di Lui, più bello di Lui, più saggio di Lui e nessuno è più rinunciato di Bhagavan. Questo è Bhagavan. Aishvaryasya samagrasya viryasya yashasah shriyah... [Visnu Purana 6.5.47]. Questo è Bhagavan. Le Sue opulenze sono complete e non parziali.

Per esempio Egli conosce tutto. Nella Bhagavad-gita (7.26), Krishna afferma vedaham samatitani — di conoscere passato, presente e futuro. Egli aggiunge: "Mio caro Arjuna, mai ci fu un tempo in cui non esistevamo lo, tu e tutti questi re. Noi esistiamo ora e in futuro mai nessuno cesserà di esistere." E in che modo esisteremo? Come individui. Altrimenti Krishna avrebbe detto che in futuro, quando saremo liberati, diventeremo uno con Lui. No. Egli afferma: "Anche in futuro continueremo ad esistere in questo modo. Tu sei un individuo. Tu sei Arjuna. lo sono Krishna e anche tutti gli altri esseri viventi sono individui."

Questa è la vera comprensione. Ciascuno di noi, esseri viventi, è una persona dotata d'individualità e anche Krishna lo è. Questa è conoscenza.

nityo nityanam cetanas cetananam
eko bahunam yo vidadhati kaman
[Katha Upanishad 2.2.13]



"Il Signore è il Supremo eterno tra gli innumerevoli esseri eterni e il supremo essere vivente tra gli innumerevoli esseri viventi. Egli mantiene tutti gli altri." Krishna o Dio è eterno e anche noi siamo eterni. Na hanyate hanyamane sarire [Bhagavad-gita 2.20]. Noi non moriamo. Questo è preliminare per la comprensione spirituale: "lo non sono questo corpo. lo sono spirito - aham brahmasmi - ma sono un individuo."

Krishna è una persona dotata d'individualità; anch'io sono una persona dotata d'individualità. Krishna dice, sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja: "Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me." (Bhagavad-gita 18.66). Questo non significa diventare uno con Krishna o fondersi nella Sua esistenza. Io mantengo la mia individualità e Krishna mantiene la Sua, ma io decido di rispettare il Suo ordine. Per questo nella Bhagavad­gita (18.63) Krishna dice ad Arjuna: "Ti ho svelato la conoscenza più confidenziale. Ora devi decidere." Essendo un individuo, Arjuna può scegliere. Krishna non sta forzando Arjuna. Yathecchasi tatha kuru: "Ora agisci secondo il tuo desiderio." Questo significa essere individui.


DIVENTARE TUTT'UNO CON LE ISTRUZIONI DI KRISHNA

Questa è la conoscenza più elevata. "Diventare uno" o "fondersi nell'esistenza di Krishna" significa diventare tutt'uno con le Sue istruzioni. Al momento attuale la nostra individualità è maya, illusione. Siamo interessati a così tante cose che la vostra e la mia individualità entrano in conflitto. Ma quando non ci saranno più contrasti — quando saremo concordi nell'ammettere che il punto centrale è Krishna — questa sarà la vera unità che non comporta la perdita della nostra individualità.

Come stabilisce la letteratura vedica e come Krishna afferma, noi tutti siamo individui, ma la differenza è che Egli è il Sovrano Supremo: svayam bhagavan ekale ishvara. Egli è un sovrano e anche noi siamo sovrani, ma subordinati a Lui. Perciò Egli è ekale ishvara, "l'unico sovrano". La Brahma-samhita [5.1] afferma ishvara paramah krishna: "Krishna è il Signore Supremo." Non ci può essere più di un ishvara, il Supremo. La filosofia dei Mayavadi, per cui tutti sono Dio, non porta ad una giusta conclusione. Krishna dice na mam duskritino mudhah [Bhagavad-gita 7.15].

Se una persona non si sottomette al supremo ishvara, al Signore Supremo, potrete affermare con sicurezza: "Questo è un mudha, un mascalzone." Perché non è possibile che tutti possano diventare ishvara. Questo non è possibile. In questo caso la parola ishvara non ha significato, perché essa significa il supremo. Noi costituiamo un gruppo, la nostra associazione internazionale, ma se ogni membro diventa dirigente o acarya, allora come potrà essere diretto? No. Ci deve essere un capo. Questo è il principio della nostra vita quotidiana. Seguiamo i nostri leader politici. Se non seguo il leader, non posso dire: "Appartengo a questo partito." Questo è naturale.

Questo è affermato nei Veda: nityo nityanam cetanas cetananam. Ci deve essere un leader. Questo leader è della mia stessa qualità. lo sono nitya, eterno, e Krishna è nitya. Krishna è un essere vivente e anch'io sono un essere vivente. E allora qual è la differenza tra Krishna e me? La differenza è che ci sono due nitya o due cetana. Uno viene descritto come singolare e l'altro come plurale. Nityo nityanam. Questo nityanam è plurale e nitya invece è singolare. Per questo Dio è nitya — uno, unico — e noi siamo governati perché siamo molti. Questa è la differenza.


L'UNO CHE FORNISCE TUTTO


Ed Egli come governa questa pluralità? Eko bahunam yo vidadhati kaman: Egli provvede a tutte le loro necessità. Perciò egli è ishvara, egli è Krishna, egli è Dio. Colui che provvede a tutte le necessità della vita è ishvara. Egli è Krishna, Egli è Dio. Possiamo comprendere molto facilmente che è Krishna che ci sostiene. E perché non dovremmo essere governati da Lui? Ora, come potete vedere, in questa regione, in questo villaggio di Mayapur crescono molti cereali, ma chi è che vi provvede? È Krishna. Non si può far crescere i cereali nelle fabbriche. No, questo non è possibile.

È Krishna che ci aiuta. Nella Bhagavad-gita [3.14] Egli afferma, annad bhavanti bhutani. Se non mangiate a sufficienza, se non avete riserve di cereali, non potete prosperare. Bhavanti significa prosperare. Sia gli animali che gli uomini devono mangiare a sufficienza. Ci devono essere cereali in quantità sufficiente. Non si possono produrre cereali nelle fabbriche. Potete metter su una grandissima industria — la fabbrica di pneumatici Goodyear — ma questi pneumatici non si muoveranno se non c'è la benzina. Questa è la vostra posizione. Voi siete dipendenti perfino per quanto riguarda i pneumatici e la benzina, che dire poi per i cereali.

Chi fornisce i cereali? Eko bahunam yo vidadhati kaman: quella speciale unica persona. È Lui che provvede. Voi potete dire che è la prakriti o la natura che provvede. No. La natura non provvede, la natura è l'agente della provvidenza. Il vero fornitore è Krishna. Questo è affermato anche nella Bhagavad-gita [9.10]: mayadhyaksena prakritih suyate sa-caracaram. La natura opera dietro istruzione o indicazione della Suprema Personalità di Dio, Krishna. La Brahma-samhita [5.44] afferma:

sristi-sthiti-pralaya-sadhana-shaktir eka
chayeva yasya bhuvanani bibhar-ti durga
icchanurupam api yasya ca cestate sa
govindam adi-purusam tam aham bhajami



"La potenza esterna di Maya, che è come l'ombra della potenza cit, è adorata da tutti come Durga, colei che è incaricata di creare, conservare e distruggere questo mondo materiale. lo adoro l'originale Signore Govinda secondo il cui volere Durga agisce."

La natura è dipendente, sebbene sia dotata di poteri molto estesi — sristi-sthiti-pralaya — per la creazione, il mantenimento e l'annullamento. La natura ha questi poteri e per questo viene chiamata Durga, Durga Devi. Nel Bengala si celebra un grande, pomposo Durga-puja, Durga festival. Questa è adorazione della natura, ma la natura è yasya ajnaya: essa opera sotto la direzione di Krishna. Non è vero che i vaisnava trascurino Durga Devi, come alcuni affermano. No. Noi le offriamo i nostri omaggi perché è l'incaricata di Krishna, ma non accettiamo stupidamente che tutto dipenda da Durga. No. Questo non lo accettiamo. Durga è l'incaricata di Krishna. E anche Krishna lo conferma: mayadhyaksena prakritih suyate sacaracaram. Pertanto è Krishna l'ishvara Supremo, il controllore.

Durga dirige le attività della natura materiale, ma coloro che sono mudha restano affascinati dal suo meraviglioso funzionamento. Essi sono materialisti. Tribhir guna-mayair bhavaih... mohitam. Questo è affermato nella Bhagavad-gita [7.13]. Essi diventano confusi. È compito della natura far sì che rimangano sempre degli sciocchi. Se invece riesci a superare l'effetto di stordimento della natura materiale, se riconosci di essere controllato dal Signore Supremo, allora la tua vita sarà un successo. Per questo l'autore della Caitanya-caritamrita scrive: "Ecco l'unico controllore, ekala." E Krishna dice, mam-ekam: "Io soltanto." Non un'imitazione di Krishna. Altrimenti sarete ingannati.


COMPRENDERE IL VERDETTO DELLE SCRITTURE

Tutti gli shastra, le scritture, danno lo stesso verdetto. È solo per nostra sfortuna che non comprendiamo il verdetto degli shastra. Negli shastra c'è tutto. Krishna è il Signore Supremo. Questo è il verdetto degli shastra che viene affermato nella Brahma-samhita e anche nello Srimad­Bhagavatam [1.3.28] viene detto:

ete camsha-kalah pumsah
krishnas tu bhagavan svayam
indrari-vyakulam lokam
mridayanti yuge yuge



"Tutti questi avatara sono emanazioni plenarie del Signore o emanazioni di queste emanazioni plenarie. Ma Sri Krishna è Dio, il Signore Supremo nella Sua forma primordiale. Ogni volta che in qualche luogo dell'universo gli atei seminano la discordia, il Signore appare per proteggere i Suoi devoti."

E nella Bhagavad-gita [7.7] Krishna dice, mattah parataram nanyat: "Niente Mi è superiore." Non pensate che ci sia qualcosa di superiore a Krishna, questo è da mascalzoni. Finché restiamo così mascalzoni, non potremo arrenderci a Krishna. Per questa ragione nella Bhagavad-gita [7.15] Krishna dice:

na mam duskritino mudhah
prapadyante naradamah
mayayapahrita-jnana

asuram bhavam ashritah



"Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è stata rubata dall'illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca sono tutti miscredenti e non si arrendono a Me."

Chi è che non si arrende a Krishna? Voi direte: "Ci sono moltissime persone importanti che non si arrendono a Krishna. Allora sono tutti mudha?" Sì, sono tutti mudha. Questo è il verdetto degli shastra. Non c'è spazio per compromessi. Non è possibile. Non possiamo andare contro i princìpi degli shastra. Chi continua a competere con Krishna è un mudha.


NESSUNO PUÒ COMPETERE


Il verso di oggi dice advitya, "senza secondo". Non c'è un altro Krishna. No. Non c'è nessuno che possa competere con Krishna. Per questo Krishna afferma, mattah parataram nanyat: "Non esiste autorità superiore a Me." E anche Kaviraja Gosvami afferma advitya: nessuno può competere. Qualcuno può dire: "Siamo tutti Dio", ma ci sarà competizione tra questi "Dei". Per quanto riguarda Krishna invece non esiste questa possibilità, nessuno può competere con Lui. Nessuno poteva competere con Lui in conoscenza, forza, relazioni d'amore o in qualsiasi altro campo d'attività. Non c'era possibilità di competere con Lui.

Quando Krishna era presente sposò sedicimila mogli. Come si fa a competere? Una persona che non è in grado di sposare nemmeno sedici mogli dichiara di essere diventato Dio. Rendetevi conto di quanto questo sia sciocco. Anche da un punto di vista materialistico, chi è quel dio che può avere sedicimila mogli? È possibile? Krishna dimostrò che poteva farlo. Fin dalla Sua prima infanzia, quando Krishna aveva tre mesi, Putana cercò di ucciderLo, ma fu Lui che la uccise. Nello stesso modo, Aghasura, Bakasura, questo asura (demone), quell'asura.

Fin dall'inizio della vita di Krishna, Kamsa e altre persone demoniache, gli asura, organizzarono dei piani per ucciderLo. Kamsa li faceva addirittura prima della nascita di Krishna: "Appena Krishna nascerà, Lo ucciderò." Kamsa voleva uccidere la madre di Krishna, Devaki, ma Vasudeva, il padre di Krishna, si oppose: "Non farlo. La profezia ha detto che il figlio di tua sorella ti ucciderà e che non sarà tua sorella ad ucciderti. Perciò lascia che il bambino nasca. Poi te lo consegnerò."

Kamsa ascoltò le sagge parole di Vasudeva perché sapeva che: "Vasudeva era un uomo molto stimato e degno d'onore e che aveva promesso che gli avrebbe portato il bambino." Perciò Kamsa si trattenne dall'uccidere Devaki, sua sorella. Tuttavia era una persona così crudele che era pronto ad uccidere la sua stessa sorella. I delinquenti e le persone crudeli non rispettano né la madre, né la sorella. Sono capaci d'uccidere chiunque. Questo è l'effetto della loro malvagità. Kamsa era uno di questi malvagi, ma Vasudeva con la sua intelligenza evitò il peggio. Poi, da persona d'onore, portò tutti i bambini a Kamsa. Voi conoscete questa storia.


DIO NON È MORTO

Kamsa e gli asura cercavano il modo di uccidere Krishna, Dio. Questo succede ancora. Tutti dicono: "Dio è morto. Dio è morto." Quando arrivai la prima volta in America, la filosofia era: "Dio è morto." Ma nell' articolo di un giornale ammisero: "No. Dio è vivo. Swamiji lo ha portato in sankirtana [il canto dei nomi di Dio]." Dio non può essere morto. Se neppure noi moriamo — na hanyate hanyamane sarire [Bhagavad-gita 2.20], come si può dire che Dio è morto? Questa è un'altra sciocchezza. Dio non può morire. Egli è nitya, eterno. Questa è la posizione di Krishna. Egli è la Persona Suprema, il Signore Supremo senza che nessuno possa competere con Lui.

Advitya: nessuno può competere con Lui. Qui esiste la competizione, ma non per Krishna. Non ci può essere nessuna forma di competizione. Non si può dire che il Signore Shiva o il Signore Brahma o altri esseri celesti siano all'altezza di Krishna, uguali a Lui. No. Questo non è possibile. Altrimenti Kaviraja Gosvami non avrebbe usato la parola advitya. Non ci può essere nessuna competizione con Krishna. Se qualcuno si pone come competitore di Krishna, egli è un pasandi.

yas tu narayanam devam
brahma-rudradi-daivataih
samatvenaiva vikseta
sa pasandi bhaved dhruvam



"Un pasandi o un ateo, è colui che considera i grandi esseri celesti, come il Signore Brahma e il Signore Shiva, uguali alla Suprema Personalità di Dio, Narayana." [Hari-bhakti-vilasa 1.17]

Cosa dire di esseri celesti come Indra e Candra, se perfino il Signore Shiva e Brahma, il creatore dell'universo, non possono essere paragonati a Krishna. Advitya. Nessuno può essere paragonato a Lui. Pertanto coloro che affermano che: "Tutti gli esseri celesti e Krishna sono allo stesso livello; puoi adorarli tutti" — sono dei mascalzoni. Poiché qui si dice advitya. Krishna non può essere paragonato a nessun altro. Questo è Krishna. Ishvarah paramah krishnah. Ci possono essere altri ishvara, Signori. Il Signore Shiva può essere ishvara, il Signore Brahma può essere ishvara, ma essi non possono essere parama ishvara, il signore supremo. Questo non è possibile. Krishna è Parameshvara. Ishvarah paramah krishnah.

Ma nello stesso tempo Krishna è Nandatmaja, il figlio di Nanda e Vasudevatmaja, il figlio di Vasudeva. Questa è la misericordia di Krishna, le sue relazioni con i devoti. Nessuno può diventare padre di Krishna, perché egli è il padre originale — aham adir hi devanam (Bhagavad­gita 10.2). Ma Egli accetta di diventare figlio del Suo devoto. Questa è una relazione devozionale. Nessuno può diventare padre di Krishna. Questo non è possibile. Egli è il padre originale. Aham bija-pradah pita [Bhagavad-gita 14.4].

Allora come può essere Nandatmaja? Come è possibile che Nanda Maharaja diventi padre di Krishna? Questo significa che Nanda desiderava divenire il miglior servitore di Krishna. Quando io divento padre di mio figlio, in realtà sono il migliore servitore del bambino. Si può vedere che un bambino ha sempre bisogno che la madre si prende cura di lui. Perciò la madre è la migliore servitrice del bambino. Questa è la filosofia vaisnava. Altri desiderano diventare uno con Dio, ma noi restiamo sempre servitori di Dio. E nel divenire i migliori servitori di Dio è compreso esserGli padre o madre. Perciò un devoto pregava:

srutim apare smritim itare
bharatam anye bhajantu
bhava-bhitah
aham iha nandam vande
yasyalinde param brahma



"Che gli altri che temono l'esistenza materiale adorino i Veda, i Purana, supplementi dei Veda e il Mahabharata, ma io adorerò Nanda Maharaja, nel cui cortile il Supremo Brahman cammina carponi."

Questa è la posizione superiore di Nanda Maharaja. Gli uomini comuni non possono comprenderla, ma la filosofia vaisnava è così meravigliosa che i vaisnava, invece di desiderare di diventare uno con il Supremo, vogliono diventare il padre del Supremo. Questa è la filosofia vaisnava. Queste relazioni danno piacere a Krishna. Come figlio, Krishna desidera essere subordinato al Suo devoto tanto da poter essere punito. Egli punisce tutti, ma vuole anche essere punito. Questo è il Suo piacere. E chi lo punirà? I Suoi superiori, padre e madre, oppure la Sua suprema amante, Radharani, possono punirLo. Questo movimento per la coscienza di Krishna è molto scientifico e sublime. Cercate di comprendere, leggete sempre i libri. Non cercate di comprendere Krishna con metodi ordinari. Nella Bhagavad­gita [7.3] Krishna dice:

manusyanam sahasresu
kashcid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
kashcid mam vetti tattvatah



"Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione e tra coloro che la raggiungono, raro è colui che Mi conosce veramente." Comprendere Krishna non è facile, ma se seguite i mahajana, le grandi anime, se cercate di capire la filosofia attraverso il sistema della parampara, allora realizzerete Krishna e la vostra vita sarà un successo.