|
http://www.saranagati.org.ve/modules/news/article.php?storyid=65
Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana
Maharaja
Auckland, Nuova Zelanda
Bharatiya Mandir
13 Gennaio 2001 (pm)
[Srila Maharaja chiese a Sripad Pundarik Prabhu di
raccontare la
storia di Sri Prahlada Maharaja. La seguente è un riassunto della
lezione che successivamente Srila Maharaja dettò in hindi a Bharatiya
Mandir]
Questa è un racconto molto meraviglioso sul carattere di Sri Prahlada
Maharaja e Nrsimhadeva.
La dichiarazione di Prahlada è davvero
importante: "Io non sono un commerciante. Tutti devono sapere che sono
legati alla nascita e alla morte, io desidero soltanto il benessere di
tutti". Prahlada è un siddha-bhakta; Nrsimhadeva è una parte
plenaria di Bhagavan, ma non è Svayam Bhagavam.
Svayam Bhagavam risiede
a Gokula, Egli è il figlio di Nanda e Yashoda e possiede ogni
tipo di poteri ed opulenze.
Egli è il più vecchio di tutti ma non ha barba; è sempre nava-kishora,
sempre giovane.
Quando Krsna andò a Dvaraka si sposò con 16.108
principesse ed ebbe dieci figli con ognuna di esse. Ognuno dei Suoi
figli ebbe dieci figli, in questo modo Krsna si trasformò nel nonno di
milioni di nipoti. Anche in questa situazione, Egli è sempre giovane.
Non ha rughe nel Suo viso né denti rotti. Quello è Dio: non invecchia
mai o muore.
Egli gode eternamente dei Suoi associati nel
mondo Spirituale. A Dvaraka, Krsna si sedette sul bordo dell'oceano.
Apparentemente un cacciatore Gli sparò una freccia nel piede e Lui morì.
Ma solo gli stupidi pensano questo.
Ascoltate questa storia ed allora il tattva (la verita’) verrà a Voi.
C’era una volta , un re ed una regina.
Una famiglia di maghi venne un giorno al loro
palazzo per realizzare un programma di magia. Un uomo, sua moglie ed i
suoi due figli di nove e dieci anni, realizzarono un meraviglioso
spettacolo. Il re, la regina ed il resto dell'udienza rimasero molto
soddisfatti. La regina regalò alla moglie del mago, una meravigliosa
catena d’oro come simbolo di stima, ma i suoi due figli la volevano.
Ognuno diceva: "Io rimarrò con te madre". "No, io rimarrò con lei". I
bambini cominciarono a litigare per ottenere la catena, passandosela
l’uno con l’altro. Ambedue avevano la stessa forza e nessuno dei due
poteva avere la meglio sull’altro. Alla fine, s’irritarono tanto che
sguainarono simultaneamente le loro spade e si sgozzarono uno con
l’altro. La madre era tanto afflitta che prese la spada e si sgozzò.
Di conseguenza, completamente disperato ed incapace di vivere in quelle
circostanze, il padre prese la spada e mozzò la sua propria testa.
Potete immaginare l'orrore del re, della regina ed il resto degli
spettatori. La regina si sentiva specialmente responsabile perché aveva
regalato la catena che causò la tragedia. I corpi e le teste furono portate
via da quel luogo, nessuno poteva smettere di pensare a quel fatto tanto
triste. Tuttavia, il giorno seguente, la regina ricevette una lettera
del mago che diceva: "Grazie del regalo che ci regalasti per il nostro
primo atto di magia. Abbiamo la collana e ci sentiamo molto felici, ma
stiamo aspettando il secondo regalo. Dove sta il regalo per il nostro
secondo atto?. non ti preoccupare, non siamo morti. Per favore, vieni a
visitarci". Il re e la regina, attoniti, andarono immediatamente alla
casa della famiglia dei maghi, dove furono i benvenuti e furono felici
di vederli tutti in vita e in buona salute.
C'era un altro mago, molto più potente, chiamato Visashekar. Egli
realizzava i suoi atti durante il periodo dell'occupazione britannica in
India.
Egli era tanto famoso che perfino il governatore, il vicere' ed
altri ministri del governo andavano a vederlo. Una volta, a Calcutta,
egli invito’ tutti i leader importanti del governo affinché andassero a
vedere il suo spettacolo alle quattro del pomeriggio.
Molto furono
puntuali, essi arrivarono alle quattro e si sedettero nel teatro. Tutti
speravano che Visashekar, arrivasse presto, perché erano tutte persone
molto indaffarate, e non si poteva lasciarli aspettare. Passarono cinque
minuti, quindici minuti, mezz'ora.... Gli uomini si disgustarono e
dissero tra sé: "Speriamo di rintracciare Visashekar. Quando sara’ nelle
nostre mani, puniremo quel briccone per averci fatto ritardare nei
nostri impegni importanti". Finalmente, alle cinque in punto, un
sorridente Visashekar entrò tranquillamente sulla scena.
Gli uomini
cominciarono a rimproverarlo aspramente: "Perché sei arrivato tardi?
Perché ci hai lasciati ad aspettarti? Non sai che siamo persone molto
occupate ed importanti"? Visashekar disse spensierato: "Qual è il
problema"?. Essi risposero: Ci dicesti " saro’ li’ per le quattro in
punto, invece stiamo aspettando da un'ora! ". Visashekar disse loro: “
temo che vi stiate sbagliando. Sono le quattro in punto". Quando tutti
guardarono, i propri orologi s’accorsero che segnavano le quattro in
punto. Essi rimasero meravigliati per l'atto di magia che avevano appena
partecipato.
Se un mago ordinario può fare quelle cose perché non puo’ farle Krsna?
Egli creó Brahma e Siva.
Egli non può morire. Egli finse di
essere morto quando il cacciatore lo sparò. Fu come un'opera teatrale.
Neanche i devoti di Krsna possono morire. Bhisma ne è un esempio: egli
poteva abbandonare il suo corpo quando lo desiderasse.
Kaliya verso’ molto veleno ed i vitelli e pastorelli sembravano essere
morti. Ma Krsna non morì e col Suo sguardo "resuscitò" tutti i bambini.
Questa è una caratteristica di Krsna. Nessuno puo’ fare di più di quello
che Egli fa. Egli è Svayam Bhagavan ed esegue i Suoi passatempi.
Il fiume Yamuna è molto bello, fluisce in mezzo a Mathura e Gokula.
Quanto belle e dolcemente sorridenti sono i gopa e le gopi di Vrndavana.
Krsna andava in tutte le case coi Suoi piccoli amici a rubare burro. Ma
che cosa è quel burro? È il prema del cuore delle gopi. Esse non pensano
che Dio viene a casa loro. Quando Krsna rubava il burro, veniva
catturato a volte da esse chi gli dicevano con le sopracciglia alzate:
"Oh, piccolo bambino, stai rubando nella mia casa"? Krsna rispondeva:
"Oh mayeri, ho pensato che questa era la mia casa". Egli sorrideva tanto
dolcemente che la gopi rimaneva imbambolata ed allora Krsna fuggiva.
Questo e’ molto affascinante ...
In un'altra casa una gopi prese Krsna con la Sua mano dentro al
recipiente del burro. Ella disse: "Ora ti ho preso con le mani nel
sacco. So già che sei Tu che ruba il mio burro". Ma Krsna gli disse:
"No, non sto rubando burro, sto cercando il mio vitello". "Oh, stai
cercando il Tuo vitello? Dove sta"? "Qui" disse Krsna, tirando fuori
della pentola un piccolo vitello di marmo. Quindi sorrise e fuggì
correndo. Ogni volta che scappava le gopi gli dicevano: "Spera di non
farti prendere piu’! vedrai quello che ti farò la prossima volta, domani
ti prendero’". Ogni volta che Krsna rubava burro lo condivideva con le
scimmie, e quando le scimmie erano soddisfatte tanto che non potevano
mangiarne più, Egli diceva: "Questo burro non è buono" e rompeva il
recipiente. A volte slegava i vitelli affinché potesse correre verso le
loro madri e bere il loro latte. Allora, quando le gopi veniva a mungere
le vacche non c'era piu’ latte. Le gopi si lamentavano a volte con madre
Yasoda dei furti di Krsna, ma ella diceva: "Io non ci credo. Mio figlio
è molto piccolo come potrebbe rubare in tante case"?. Allo stesso tempo
pensava che Krsna non era soddisfatto del burro della propria casa.
Magari non era sufficientemente dolce. Cosicché decise di fare il burro
con le sue proprie mani. Madre Yasoda non comprava il burro in un
negozio, quello non è bhakti. Tutti voi siete indio ma comprate ogni
cosa nei negozi. Non macinate neanche le vostre specie, le comprate
macinate. Bhakti significa preparare tutto da se stessi, amorevolmente.
Quella è la nostra cultura indio.
Perciò, madre Yasoda munse le vacche e fece lo yogurt. La mattina
seguente, in Divali, quando tutti gli altri erano assenti, cominciò a
battere lo yogurt. Ella era tanto bella; aveva una vita magra ed emanava
una lucentezza come quella di una perla. Da dove viene la bellezza di
Krsna? Da sua madre.
Ella era assorta nei passatempi di Krsna mentre batteva lo yogurt, e
cantava: "Govinda Damodhara Madhaveti". Ella si dimenticò di sé stessa e
dove si trovava. Quando Krsna si svegliò non potè trovare Sua madre e
siccome era molto affamato cominciò a piangere: "Maiya, Maiya! ". Per
Krsna non c’è nessun problema a creare universi ed ammazzare demoni come
Hiranyakashipu, Ravana ed Aghasura, ma ora stava piangendo e le Sue
grida non erano ascoltate. Allora pianse anche più forte ma in qualche
modo scese dal letto perché Sua madre non veniva a prenderlo. Egli
ascoltò Sua madre cantare e camminò in quella direzione. Egli sfregava i
Suoi occhi e fece che il Suo kajal formasse grosse linee nere sotto ad
essi e si irrigasse sulle Sue guance. Quando si avvicinò a Yasoda ed
apri’ il suo sari ma ella non lo notò. Allora continuò ad aprire il suo
sari con una mano e con l'altra afferrò la bacchetta con la quale la
madre batteva il burro; in quel momento ella si sveglio’ e vide il suo
amato figlio, smise allora di battere e lo sedette nel suo grembo, gli
diede il petto, coprendolo col suo manto ed accarezzò la sua testa.
Krsna sentiva gran amore per Sua madre e Yasoda sentiva grande amore per
krishna.
Il latte che madre Yasoda aveva lasciato nel fuoco cominciò molto presto
a bollire. Il latte stava pensando che la sete di Krsna è illimitata.
Milioni di universi non possono soddisfarlo. D'altra parte, madre Yasoda
ha una quantità infinita di latte. Perciò, pensando che non avrebbe mai
avuto l'opportunità di servire Krsna, il latte cercò di abbandonare la
sua vita saltando sul fuoco. Il nostro potere mentale e la nostra vita
sono inutili senza la coscienza di Krsna. Dovremmo pentirci come il
latte, perché senza pentimento non verrà la bhakti. Quindi madre Yasoda
corse immediatamente a rimuovere il latte quando vide che si stava
spargendo. Ella pensò che solo col suo latte non poteva soddisfare
Krsna. Con lei non poteva avere rabadi, rasagula, pera e molti altri
dolci. Ella voleva alzarsi ma Krsna non era soddisfatto. Egli aveva le
Sue gambe attorno a Lei e la stringeva con le Sue mani e bocca. Yasoda
l'abbassò rapidamente benché Egli si stesse afferrando fortemente. Ella
Gli ordinò: "siediti qui."
Benché Putana avesse la forza di diecimila elefanti non potè liberarsi
di Krsna anche se tentò di farlo con tutta la sua forza, ma madre Yasoda
potè badare facilmente Krsna. Ella calmò il latte dicendo: "Calmati".
Quando ritornò Krsna era andato via. Ella pensò: "Dov’e’ andò via quella
scimmia"? Benché Egli sia Parabrahma sente paura, dimentica che è
Bhagavan, il Signore Supremo ed onnipotente. Chi è Egli? Siva, Durga e
tutti gli altri sono i Suoi servitori e servitrici. Krsna non vive nel
cuore degli yogi, vive a Vrnadavana, dove c'è tanto amore. Se si fanno
sforzi non devono essere fatti per il proprio beneficio personale.
Facciamo tutto per Krsna, non per il proprio piacere.
Domani è Makara Sankranti. Settanta milioni di persone si laveranno nel
Gange e nell'oceano. Essi daranno carità agli altri, perfino alle
scimmie e alle vacche. Anche Maharaja Yudhisthira lo fece. Anche
Draupadi diede in carità i suoi vestiti, ornamenti e tutti i suoi altri
possessi. Tutta la sua famiglia ritornò a casa con le mani vuote e per
quel motivo sentirono gran piacere.
http://www.saranagati.org.ve/modules/news/article.php?storyid=65
|