KRISHNA MAGO SUPREMO

KRISHNA IL MAGO SUPREMO

 

KRISHNA IL MAGO SUPREMO

 


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Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Maharaja
Auckland, Nuova Zelanda
Bharatiya Mandir
13 Gennaio 2001 (pm)


[Srila Maharaja chiese a Sripad Pundarik Prabhu di raccontare la storia di Sri Prahlada Maharaja. La seguente è un riassunto della lezione che successivamente Srila Maharaja dettò in hindi a Bharatiya Mandir]


Questa è un racconto molto meraviglioso sul carattere di Sri Prahlada Maharaja e Nrsimhadeva.

La dichiarazione di Prahlada è davvero importante: "Io non sono un commerciante. Tutti devono sapere che sono legati alla nascita e alla morte, io desidero soltanto il benessere di tutti". Prahlada è un siddha-bhakta; Nrsimhadeva è una parte plenaria di Bhagavan, ma non è Svayam Bhagavam.

Svayam Bhagavam risiede a Gokula, Egli è il figlio di Nanda e Yashoda  e possiede ogni tipo di poteri ed opulenze.

 
Egli è il più vecchio di tutti ma non ha barba; è sempre nava-kishora, sempre giovane.

Quando Krsna andò a Dvaraka si sposò con 16.108 principesse ed ebbe dieci figli con ognuna di esse. Ognuno dei Suoi figli ebbe dieci figli, in questo modo Krsna si trasformò nel nonno di milioni di nipoti. Anche in questa situazione, Egli è sempre giovane. Non ha rughe nel Suo viso né denti rotti. Quello è Dio: non invecchia mai o muore.

 Egli gode eternamente dei Suoi associati nel mondo Spirituale. A Dvaraka, Krsna si sedette sul bordo dell'oceano. Apparentemente un cacciatore Gli sparò una freccia nel piede e Lui morì. Ma solo gli stupidi pensano questo.

Ascoltate questa storia ed allora il tattva (la verita’) verrà a Voi. C’era una volta , un re ed una regina.

 Una famiglia di maghi venne un giorno al loro palazzo per realizzare un programma di magia. Un uomo, sua moglie ed i suoi due figli di nove e dieci anni, realizzarono un meraviglioso spettacolo. Il re, la regina ed il resto dell'udienza rimasero molto soddisfatti. La regina regalò alla moglie del mago, una meravigliosa catena d’oro come simbolo di stima, ma i suoi due figli la volevano. Ognuno diceva: "Io rimarrò con te madre". "No, io rimarrò con lei". I bambini cominciarono a litigare per ottenere la catena, passandosela l’uno con l’altro. Ambedue avevano la stessa forza e nessuno dei due poteva  avere la meglio sull’altro. Alla fine, s’irritarono tanto che sguainarono simultaneamente le loro spade e si sgozzarono uno con l’altro. La madre era tanto afflitta che prese la spada e si sgozzò. Di conseguenza, completamente disperato ed incapace di vivere in quelle circostanze, il padre prese la spada e mozzò la sua propria testa.

Potete immaginare l'orrore del re, della regina ed il resto degli spettatori. La regina si sentiva specialmente responsabile perché aveva regalato la catena che causò la tragedia. I corpi e le teste furono portate via da quel luogo, nessuno poteva smettere di pensare a quel fatto tanto triste. Tuttavia, il giorno seguente, la regina ricevette una lettera del mago che diceva: "Grazie del regalo che ci regalasti per il nostro primo atto di magia. Abbiamo la collana e ci sentiamo molto felici, ma stiamo aspettando il secondo regalo. Dove sta il regalo per il nostro secondo atto?. non ti preoccupare, non siamo morti. Per favore, vieni a visitarci". Il re e la regina, attoniti, andarono immediatamente alla casa della famiglia dei maghi, dove furono i benvenuti e furono felici di vederli tutti in vita e in buona salute.
 


C'era un altro mago, molto più potente, chiamato Visashekar. Egli realizzava i suoi atti durante il periodo dell'occupazione britannica in India.

Egli era tanto famoso che perfino il governatore, il vicere' ed altri ministri del governo andavano a vederlo. Una volta, a Calcutta, egli invito’ tutti i leader importanti del governo affinché andassero a vedere il suo spettacolo alle quattro del pomeriggio.

Molto furono puntuali, essi arrivarono alle quattro e si sedettero nel teatro. Tutti speravano che Visashekar, arrivasse presto, perché erano tutte persone molto indaffarate, e non si poteva lasciarli aspettare. Passarono cinque minuti, quindici minuti, mezz'ora.... Gli uomini si disgustarono e dissero tra sé: "Speriamo di rintracciare Visashekar. Quando sara’ nelle nostre mani, puniremo quel briccone per averci fatto ritardare nei nostri impegni importanti". Finalmente, alle cinque in punto, un sorridente Visashekar entrò tranquillamente sulla scena.

 Gli uomini cominciarono a rimproverarlo aspramente: "Perché sei arrivato tardi? Perché ci hai lasciati ad aspettarti? Non sai che siamo persone molto occupate ed importanti"? Visashekar disse spensierato: "Qual è il problema"?. Essi risposero: Ci dicesti " saro’ li’ per le quattro in punto, invece stiamo aspettando da un'ora! ". Visashekar disse loro: “ temo che vi stiate sbagliando. Sono le quattro in punto". Quando tutti guardarono, i propri orologi s’accorsero che segnavano le quattro in punto. Essi rimasero meravigliati per l'atto di magia che avevano appena partecipato.

Se un mago ordinario può fare quelle cose perché non puo’ farle Krsna? Egli creó Brahma e Siva.

 Egli non può morire. Egli finse di essere morto quando il cacciatore lo sparò. Fu come un'opera teatrale. Neanche i devoti di Krsna possono morire. Bhisma ne è un esempio: egli poteva abbandonare il suo corpo quando lo desiderasse.

Kaliya verso’ molto veleno ed i vitelli e pastorelli sembravano essere morti. Ma Krsna non morì e col Suo sguardo "resuscitò" tutti i bambini. Questa è una caratteristica di Krsna. Nessuno puo’ fare di più di quello che Egli fa. Egli è Svayam Bhagavan ed esegue i Suoi passatempi.

Il fiume Yamuna è molto bello, fluisce in mezzo a Mathura e Gokula.

 Quanto belle e dolcemente sorridenti sono i gopa e le gopi di Vrndavana. Krsna andava in tutte le case coi Suoi piccoli amici a rubare burro. Ma che cosa è quel burro? È il prema del cuore delle gopi. Esse non pensano che Dio viene a casa loro. Quando Krsna rubava il burro, veniva catturato a volte da esse chi gli dicevano con le sopracciglia alzate: "Oh, piccolo bambino, stai rubando nella mia casa"? Krsna rispondeva: "Oh mayeri, ho pensato che questa era la mia casa". Egli sorrideva tanto dolcemente che la gopi rimaneva imbambolata ed allora Krsna fuggiva. Questo e’ molto affascinante ...

In un'altra casa una gopi prese Krsna con la Sua mano dentro al recipiente del burro. Ella disse: "Ora ti ho preso con le mani nel sacco. So già che sei Tu che ruba il mio burro". Ma Krsna gli disse: "No, non sto rubando burro, sto cercando il mio vitello". "Oh, stai cercando il Tuo vitello? Dove sta"? "Qui" disse Krsna, tirando fuori della pentola un piccolo vitello di marmo. Quindi sorrise e fuggì correndo. Ogni volta che scappava le gopi gli dicevano: "Spera di non farti prendere piu’! vedrai quello che ti farò la prossima volta, domani ti prendero’". Ogni volta che Krsna rubava burro lo condivideva con le scimmie, e quando le scimmie erano soddisfatte tanto che non potevano mangiarne più, Egli diceva: "Questo burro non è buono" e rompeva il recipiente. A volte slegava i vitelli affinché potesse correre verso le loro madri e bere il loro latte. Allora, quando le gopi veniva a mungere le vacche non c'era piu’ latte. Le gopi si lamentavano a volte con madre Yasoda dei furti di Krsna, ma ella diceva: "Io non ci credo. Mio figlio è molto piccolo come potrebbe rubare in tante case"?. Allo stesso tempo pensava che Krsna non era soddisfatto del burro della propria casa. Magari non era sufficientemente dolce. Cosicché decise di fare il burro con le sue proprie mani. Madre Yasoda non comprava il burro in un negozio, quello non è bhakti. Tutti voi siete indio ma comprate ogni cosa nei negozi. Non macinate neanche le vostre specie, le comprate macinate. Bhakti significa preparare tutto da se stessi, amorevolmente. Quella è la nostra cultura indio.

Perciò, madre Yasoda munse le vacche e fece lo yogurt. La mattina seguente, in Divali, quando tutti gli altri erano assenti, cominciò a battere lo yogurt. Ella era tanto bella; aveva una vita magra ed emanava una lucentezza come quella di una perla. Da dove viene la bellezza di Krsna? Da sua madre.

Ella era assorta nei passatempi di Krsna mentre batteva lo yogurt, e cantava: "Govinda Damodhara Madhaveti". Ella si dimenticò di sé stessa e dove si trovava. Quando Krsna si svegliò non potè trovare Sua madre e siccome era molto affamato cominciò a piangere: "Maiya, Maiya! ". Per Krsna non c’è nessun problema a creare universi ed ammazzare demoni come Hiranyakashipu, Ravana ed Aghasura, ma ora stava piangendo e le Sue grida non erano ascoltate. Allora pianse anche più forte ma in qualche modo scese dal letto perché Sua madre non veniva a prenderlo. Egli ascoltò Sua madre cantare e camminò in quella direzione. Egli sfregava i Suoi occhi e fece che il Suo kajal formasse grosse linee nere sotto ad essi e si irrigasse sulle Sue guance. Quando si avvicinò a Yasoda ed apri’ il suo sari ma ella non lo notò. Allora continuò ad aprire il suo sari con una mano e con l'altra afferrò la bacchetta con la quale la madre batteva il burro; in quel momento ella si sveglio’ e vide il suo amato figlio, smise allora di battere e lo sedette nel suo grembo, gli diede il petto, coprendolo col suo manto ed accarezzò la sua testa. Krsna sentiva gran amore per Sua madre e Yasoda sentiva grande amore per krishna.

Il latte che madre Yasoda aveva lasciato nel fuoco cominciò molto presto a bollire. Il latte stava pensando che la sete di Krsna è illimitata. Milioni di universi non possono soddisfarlo. D'altra parte, madre Yasoda ha una quantità infinita di latte. Perciò, pensando che non avrebbe mai avuto l'opportunità di servire Krsna, il latte cercò di abbandonare la sua vita saltando sul fuoco. Il nostro potere mentale e la nostra vita sono inutili senza la coscienza di Krsna. Dovremmo pentirci come il latte, perché senza pentimento non verrà la bhakti. Quindi madre Yasoda corse immediatamente a rimuovere il latte quando vide che si stava spargendo. Ella pensò che solo col suo latte non poteva soddisfare Krsna. Con lei non poteva avere rabadi, rasagula, pera e molti altri dolci. Ella voleva alzarsi ma Krsna non era soddisfatto. Egli aveva le Sue gambe attorno a Lei e la stringeva con le Sue mani e bocca. Yasoda l'abbassò rapidamente benché Egli si stesse afferrando fortemente. Ella Gli ordinò: "siediti qui."

Benché Putana avesse la forza di diecimila elefanti non potè liberarsi di Krsna anche se tentò di farlo con tutta la sua forza, ma madre Yasoda potè badare facilmente Krsna. Ella calmò il latte dicendo: "Calmati". Quando ritornò Krsna era andato via. Ella pensò: "Dov’e’ andò via quella scimmia"? Benché Egli sia Parabrahma sente paura, dimentica che è Bhagavan, il Signore Supremo ed onnipotente. Chi è Egli? Siva, Durga e tutti gli altri sono i Suoi servitori e servitrici. Krsna non vive nel cuore degli yogi, vive a Vrnadavana, dove c'è tanto amore. Se si fanno sforzi non devono essere fatti per il proprio beneficio personale. Facciamo tutto per Krsna, non per il proprio piacere.

Domani è Makara Sankranti. Settanta milioni di persone si laveranno nel Gange e nell'oceano. Essi daranno carità agli altri, perfino alle scimmie e alle vacche. Anche Maharaja Yudhisthira lo fece. Anche Draupadi diede in carità i suoi vestiti, ornamenti e tutti i suoi altri possessi. Tutta la sua famiglia ritornò a casa con le mani vuote e per quel motivo sentirono gran piacere.


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