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dal sito:
http://www.harekrsna.com/index.htm
riadattato
da Venu Gopal das

Nomi e Forme Della Verità Assoluta
"Chiunque stava in ascolto delle mie preghiere ebbe bisogno di capire che
io stessi cercando una comprensione completa della verità."
Quando avevo undici anni, la sala da pranzo formale e raramente-usata
della nostra casa in California era il mio rifugio segreto. Le porte
scorrevoli permettevano di far entrare molta luce del sole nella stanza, e le
preghiere che io recitavo sarebbero state un balsamo per trasformare la mia vita.
Io scoprii che la sala da pranzo era il mio luogo dell'introspezione.
Qualche volta, mentre mia sorella e mio fratello giocavano fuori, io ero
intenzionata a stare dentro per ponderare il significato della
vita. Io volli sapere chi ero che cosa avrei dovuto fare.
"Caro Dio", pregavo, "per favore fammi conoscere al più presto
possibile la verità assoluta. Quando Me lo mostrerai, prometto che
mi dedicherò a perseguirla."
Ma Dio mi sembrò così distante. Come avrei potuto trovarlo? Come avrei
potuto conoscerLo? Sebbene immensamente importante per me, la proposta
fatta sembrò irraggiungibile. Avevo concluso che Dio avrebbe dovuto essere
vicino a me per rispondere alle mie richieste, ma dubitai che Lui lo
fosse. Quel dubbio portò urgenza e disperazione alle mie preghiere.
Non so come pervenni al termine la "verità assoluta"; né i miei
genitori né le monache nella mia scuola, l'usarono mai. Ma era il mio
termine per riferirmi ad una realtà ignota. Chiunque ascoltava le mie
preghiere ebbe bisogno di sapere che stessi cercando una comprensione
completa della verità. Avevo concepito che questa verità assoluta
sarebbe stata trovata nei libri di conoscenza, e nelle mie
preghiere, chiesi regolarmente di poter avere accesso con quei
libri. Volli così fortemente ottenere quei libri che gia' pregustavo di
toccarli e aprirli.
Solo alcuni anni più tardi, ottenni i libri di Sua Divina Grazia A.C.
Bhaktivedanta Swami Prabhupada. C'erano le traduzioni in inglese dei libri che
avevano guidato i cercatori spirituali per migliaia di anni. Capii
di essere entrata in contatto con la Verità Assoluta. Come io avevo
promesso nelle mie preghiere, io mi dedicai a capire la verità,
prendendo il bhakti-yoga come insegnato da Srila Prabhupada.
Come nuova devota del Signore Krishna, mi sembrò che ogni mese un bel volume di
questa letteratura antica venisse pubblicato,
tradotto da Srila Prabhupada. Ebbi un flusso incessante della conoscenza
sulla Verità Assoluta, e mi dedicai molto a questi libri, ed erano molto
piu' confortanti di quei raggi calmanti della luce del sole nella
mia sala da pranzo.
I miei libri favoriti erano gli stupefacenti Caitanya-caritamrita una
sorprendente filosofia rigida e la teologia rigorosa ed un raconto della
vita di Sri Krishna Caitanya Mahaprabhu, l'incarnazione di Dio per
questa età.
Nel Caitanya-caritamrita venni a conoscenza che nel sedicesimo
secolo il Santo Sanatana Gosvami cinquecento anni fa si presenta al
Signore Caitanya chiedendo: "Chi sono? Quale è la
meta della mia vita, e come posso raggiungerla? "
le domande di Sanatana erano le mie domande, e di conseguenza le
risposte di Caitanya Mahaprabhu divennero molto importanti: Dio stesso
stava per rispondermi.
Conoscenza di Dio
Tutto viene dall'energia di Krishna, la Personalità Suprema della
Divinità, il Signore Sanatana disse a Caitanya Gosvami. Tutte le entità
viventi sono create da Dio e sono i Suoi servitori eterni. Loro
dimenticano questo fatto qualche volta, ma risvegliandosi di nuovo alla
verità della loro identità spirituale, ritornano a servire il Dio
con
amore. Per arrivare al punto di servire Dio, l'entità vivente deve essere
attratta a Lui, e si incomincia col sentire parlare di Lui.
Dio è grande, e noi siamo piccoli, servitore di un grande Immenso
Signore. E grande come un Maestro, il Signore Caitanya
comincio' a presentarsi a me. Sebbene non c'è limite alle manifestazioni di Krishna,
il Signore Caitanya ha detto che ne avrebbe brevemente
accennato.
La "breve" menzione non era proprio corta. Mi sono divertita
nell'ottenere una moltitudine delle manifestazioni di Krishna. Infatti,
la descrizione mi confuse, e così alcuno anni più tardi io decisi di
fare una tabella per organizzare le descrizioni del Signore Caitanya. Era
importante a me per capire queste informazioni. Prabhupada spiega, "Semplicemente
conoscendo il modo misterioso dell'incarnazione di Dio in questo mondo materiale
ci si può liberare
dalla servitù materiale…. Loro [ attività e nascita di Krishna] sono
misteriose, e solamente da coloro che provano con attenzione ad entrare
in profondita' nella questione della devozione spirituale il mistero
vieno svelato. Così uno ottiene la liberazione dalla servitù materiale". (Srimad-Bhagavatam
1.3.29,)
La descrizione di Sri Caitanya Mahaprabhu di Krishna dissolse la mia
conclusione infantile che Dio era distante ed inaccessibile e mi portò
una realtà nuova ed eccitante. La quantita' pura e semplice delle
informazioni stava sommergendo.
Questo era il messaggio: Dio è
molto vicino a me. Si siede con me nel mio cuore. Lui è in ogni atomo. Lui è
così pieno di amore per noi che manifesta ripetutamente le forme
diverse nella sfera materiale per insegnarci lezioni, per attrae la
nostra attenzione, e ci richiama a Lui. E' sempre attento a riprenderci.
Appena vidi la tabella definirmi, cominciai a
sentire la natura espansiva della presenza di Krishna ed il Suo amore
per me.
Poichè ho assorbito queste informazioni, sono stato riempito di
ringraziamento. Il signore Caitanya aveva risposto in dettaglio
esplicito a tutte le mie domande circa chi ero, che cosa dovevo fare e
l'obiettivo della mia vita. Nel processo, aveva dato il nome e forma “a
verità assoluta intangibile„ che stavo cercando.
L'asserzione di Srila Prabhupada nel terzo Canto dello Srimad-Bhagavatam
(3.15.31) venne vivo: "Poiche' il Signore Krishna afferma nella Bhagavad-gita,
che Lui è l'amico migliore di tutte le entità viventi.
Suhridam
sarva-
bhutanam . Nessuno può essere un amico più grande
e bene augurante con
alcuna entità vivente se non la Personalità Suprema della Divinità. Lui è
disposto così gentilmente verso ognuno che nonostante abbiamo
dimenticando completamente la nostra relazione col Dio Supremo, Lui qualche
volta viene personalmente, come il Signore Krishna è appare su
questa terra, e qualche volta come Suo devoto, come faceva il Signore Caitanya Mahaprabhu-e qualche volta Lui spedisce i Suoi
devoti autentici a riprendere tutte le anime precipitate. Perciò, Lui è il più
grande amico bene augurante di ognuno."
Le informazioni che il Signore Caitanya ha dato a Sanatana Gosvami è
conoscenza essenziale per tutti noi. Il mondo materiale è pieno di oscurità
e miserie illimitate. L'unico modo che abbiamo per essere felici è
quello di servire Krishna, l'anima originale di tutte le entità viventi. Ogni anima è
parte di Krishna, la Personalità Suprema della Divinità. Perciò Krishna
è molto caro ad ogni essere vivente. Krishna Stesso spiega nella Bhagavad-gita
che l'unico modo per soddisfarlo (e, di conseguenza, noi) è
attraverso il servizio devozionale, bhakti-yoga.
Quando assorbii queste informazioni, fui piena di gratitudine.
Il Signore Caitanya aveva risposto in dettaglio esplicito a tutte le mie
domande su chi ero, quello che avrei dovuto fare e la meta della mia vita.
In questa trasformazione, Lui aveva nome e forma della "verità
assoluta" ed intangibile che io stavo cercando
L'Apparizione di Sri Jagannatha
di Nitai Dasa

L'APPARIZIONE DI SRI JAGANNATHA
Il festival del Rathayatra, la parata dei carri di Sri Jagannatha,
Subhadra e Balarama, è celebrato ogni anno nella casa del Signore
Jagannatha a Jagannatha Puri. A Jagannatha Puri, Sri Jagannatha è
adorato in uno dei più antichi templi dell'India. La storia
dell'apparizione del Signore Jagannatha è un interessante episodio della
storia vedica.
Il re lndradyumna era un grande devoto del Signore Visnu ed era molto
desideroso di incontrarLo faccia a faccia. Un giorno, per un piano del
Signore un devoto arrivò alla corte del re Indradyumna ed iniziò a
parlare di un' incarnazione di Sri Visnu chiamata Nila-madhava.
Dopo
aver udito ciò, il re Indradyumna fu molto ispirato ed inviò vari
brahmana a raccogliere informazioni e a cercare Sri Nila-madhava.
Nessuno di loro ebbe successo e tutti ritornarono dal re ad eccezione di
un sacerdote di nome Vidyapati. Dopo aver vagato in parecchi luoghi,
Vidyapati arrivò ad un distretto popolato di gente non ariana chiamato
Sabara. Qui si rifugiò nella casa di un abitante del luogo di nome
Visvasu.
Quando Vidyapati arrivò il padrone di casa non era presente e
vi trovò solo la sua giovane figlia, Lalita. Dopo poco tempo il padrone
di casa rientrò e diede istruzioni a sua figlia di provvedere a quanto
necessario per ospitare adeguatamente il brahmana. Vidyapati rimase lì
per qualche tempo e più tardi, su particolare richiesta del Sabara,
sposò la sua giovane figlia.
Vivendo in quella casa, Vidyapati, notò alcune stranezze nel
comportamento del suo ospite. Ogni notte il Sabara usciva e ritornava il
giorno dopo, verso mezzogiorno, profumato di varie fragranze come
canfora, muschio e legno di sandalo. Vidyapati indagò presso sua moglie
per conoscerne i motivi ed essa lo informò che suo padre si recava in un
luogo segreto per adorare Sri Nila-madhava.
Da quel giorno la gioia di Vidyapati non ebbe più limiti. Il padre di
Lalita, inrealtà, le aveva ordinato di non parlare ad alcuno di Sri
Nila-madhava ma Lalita aveva trasgredito il suo ordine parlandone con il
marito. Vidyapati diventò subito ansioso di vedere Sri Nila-madhava e
finalmente un giorno, dopo le ripetute richieste di sua figlia, il
Sabara Visvasu bendò gli occhi di Vidyapati e lo portò a vedere Sri
Nila-madhava. Mentre stavano per partire, la moglie di Vidyapati mise
segretamente dei semi di mostarda nell'orlo del vestito del marito che
li utilizzò mentre camminava per segnare la strada.
Quando raggiunsero Sri Nila-madhava il Sabara tolse la benda a Vidyapati che vedendo la
bellezza senza precedenti della Divinità di Sri Nila-madhava iniziò a
danzare in estasi e ad offrirLe preghiere.
E' chiaro che Sri Nila-madhava era una divinità incarnata del Signore
Supremo. Le divinità si chiamano arca - vigraha. Il Signore appare in
forma di divinità per il bene dei Suoi devoti, soprattutto quelli meno
avanzati. Dato che il Signore non può essere visto se non dai devoti più
avanzati, Egli appare in forma di divinità per accettare l'adorazione.
Krishna dice nella Bhagavad-gita (9.34):
man-mana bhava mad-bhakto mad yaji man namaskuru
"Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, offriMi i tuoi omaggi e adoraMi.
Perfettamente assorto in Me, certamente verrai a Me".
Quando Vidyapati terminò di pregare, il Sabara lo portò vicino alla
Divinità ed andò a raccogliere radici e fiori della foresta per adorarLa.
Mentre il Sabara era fuori, Vidyapati fu testimone di un fatto
sbalorditivo.
Un corvo addormentato cadde dal ramo di un albero nel lago sottostante e
annegò. Immediatamente assunse una forma spirituale a quattro braccia e
andò nel mondo spirituale. Vedendo ciò il brahmana si arrampicò
sull'albero e stava quasi per buttarsi nel lago seguendo l'esempio del
corvo liberato, quando una voce dal cielo gli disse: "O brahmana ,
poichè hai potuto vedere Sri Nila-madhava, devi, prima di ogni altra
cosa, informare il re Indradyumna". Il brahmana saltò giù dall'albero ed
attese.
Per questo Egli appare come divinità: per accettare l'adorazione e gli
omaggi dei Suoi devoti. Egli mette Se stesso nelle mani dei Suoi devoti
per ricevere il loro servizio e aiutarli a sviluppare amore per Lui.
Questo è un aspetto dell'immensa misericordia di Krishna e del Suo
desiderio di liberare tutte le anime condizionate dalla schiavitù di
questo mondo materiale.
Dunque Vidyapati fu testimone della misericordia di Sri Nila-madhava.
Il Sabara ritornò presto con i fiori e le radici raccolti nella foresta
ed iniziò la sua quotidiana adorazione del Signore Nila-madhava.
Improvvisamente il Signore gli parlò, dicendogli: "Ho accettato per
molti giorni i semplici fiori e radici che tu Mi hai offerto. Ora
desidero che il Mio devoto, il re Indradyumna, Mi offra il suo servizio
regale".
Quando il Sabara udì ciò, pensò: Sarò defraudato del servizio a Sri
Nila-madhava! Imprigionò allora suo genero Vidyapati e lo tenne chiuso
in casa. Dopo un po' di tempo però, per le ripetute richieste di sua
figlia, liberò il brahmana e lo lasciò andare.
Il brahmana allora tornò immediatamente dal re Indradyumna e lo informò
della sua scoperta.
Il re, in grande estasi, partì accompagnato da molte persone per portare
nella sua casa Sri Nila-madhava.
Piccole piante erano cresciute dai semi di mostarda gettati lungo il
sentiero da Vidyapati. Così, seguendo queste piante, il re fu in grado
di rintracciare il sentiero che portava a Sri Nila-madhava. Quando
finalmente raggiunsero il luogo però non trovarono traccia della
Divinità.
Non trovando la meravigliosa forma del Signore, il re Indradyumna
assediò il villaggio dei Sabara ed arrestò il Sabara. Improvvisamente
però una voce dal cielo disse al re: "Lascia libero questo Sabara! Devi
costruire un tempio sulla cima della collina Nila. Lì Mi vedrai nella
forma di Daru-brahman (la Verità Assoluta che si manifesta sotto forma
di legno). Non Mi vedrai come Nila-madhava".
Per costruire il tempio il re Indradyumna utilizzò la pietra di un luogo
chiamato Baulamala facendo una strada che arrivava alla collina
Nila-Kandara. La sacra dimora di Sri Ksetra, o Puri, ha la forma di una
conchiglia; nel suo centro il re fondò una città di nome
Rama-Krishna-pura e costruì il tempio. Il tempio si estendeva per 60
cubiti sotto terra e si egeva 120 cubiti sopra.
Sulla sua cima il re costruì un Kalasa, un pinnacolo rotondo, ed un
cakra, un disco e decorò poi il tempio con ornamenti d'oro. Il re
Indradyumna desiderava che il Signore Brahma lo consacrasse e partì
quindi per Brahmaloka e lo attese per lungo tempo. Durante questa attesa
il tempio, che è molto vicino al mare, fu ricoperto dalla sabbia della
spiaggia.
Mentre il re Indradyumna era via, prima Suradeva e poi Galamadhava
divennero re di quel luogo. Galamadhava riportò alla luce il tempio
dalla sabbia in cui era rimasto sepolto per lungo tempo. Poco tempo dopo
che il tempio era stato riportato alla luce, il re Indradyumna ritornò
dalla dimora del Signore Brahma.
Indradyumna sosteneva di essere il costruttore del tempio e Galamadhava
sosteneva invece di averlo costruito lui. Su un albero baniano, vicino
al tempio, abitava un corvo bhúsandi che aveva vissuto per molte ere
cantando costantemente il nome del Signore Rima. Da questa sua dimora
sui rami dell'albero baniano, il corvo aveva assistito all'intera
costruzione del tempio e disse che lo aveva costruito il re Indradyumna
e che durante la sua assenza la sabbia lo aveva ricoperto.
Il Signore Brahma ordinò al re Galamadhava, che aveva nascosto la
verità, di risiedere fuori dal tempio, sul lato occidentale del lago
chiamato Indradyumna-sarovara.
Indradyumna pregò allora il Signore Brahma di consacrare il tempio e
tutta l'arca circostante conosciuta come Sri Ksetra, che conferisce il
più alto grado di liberazione.
Ma il Signore Brahma disse: "Questo Sri Ksetra è manifestato
dall'energia interna del Signore Supremo, ed il Signore Supremo si
manifesta da solo. Perciò non è nel mio potere installare qui il
Signore.
Il Signore Jagannatha e la Sua dimora sono eternamente situati in questo
mondo materiale per la Sua grazia. Perciò posso semplicemente mettere
una bandiera sulla cima del tempio e dare questa benedizione: chiunque
veda a distanza questa bandiera e si inchini offrendo i suoi omaggi,
potrà facilmente raggiungere la liberazione".
Dopo qualche tempo, il re Indradyumna cominciò a scoraggiarsi per tutto
questo tempo perso senza poter vedere Sri Nila-madhava. Decidendo che la
sua vita non aveva più significato, si sdraiò su di un letto di erba
kusa, determinato a morire digiunando.
Allora il Signore Jagannatha gli parlò così in sogno: "Mio caro re, non
essere ansioso. Verrò dal mare galleggiando sull'acqua nella Mia forma
di legno di Daru-brahman nel luogo chiamato Bankimuhan".
Con una squadra di soldati il re andò in quel luogo e vi trovò un enorme
pezzo di legno segnato con la conchiglia, il disco, la mazza ed il fiore
di loto.
Nonostante il re avesse ingaggiato molti uomini ed elefanti per
trasportare il Daru-brahman, non si riusciva a spostarlo. Quella notte
il Signore Jagannatha parlò di nuovo in sogno al re dicendo: "Fai venire
Visvasu, che usava servirMi come Nila-madhava e porta un carro d'oro di
fronte al Daru-brahman!".
Il re cominciò a lavorare secondo le istruzioni ricevute in sogno. Portò
il Sabara Visvasu e lo mise da un lato del carro e dall'altro lato mise
il brahmana Vidyapati. Collocò un carro d'oro davanti al Daru-brahman e
cominciò un kirtana. Quindi il re afferrò il Daru-brahman e pregò
affinchè il Signore salisse sul carro.
Il Daru-brahman fu facilmente collocato sul carro e portato nel luogo
stabilito. Quindi il Signore Brahma iniziò un sacrificio ed installò una
Divinità del Signore Nrsimhadeva sulla piattaforma rialzata del
sacrificio. Si dice che il luogo dove si trova l'attuale tempio è il
luogo in cui si fece il sacrificio e che la Divinità di Nrsimha che si
trova adesso nel lato occidentale del Mukti-mandapa nel recinto del
tempio è la Divinità originale installata da Brahma.
Per scolpire la Divinità del Signore Jagannatha dal Daru-brahman, il re
Indradyumna chiamò molti esperti scultori. Nessuno di essi, comunque, fu
in grado di toccare il Daru-brahman perchè appena iniziavano, i loro
scalpelli si rompevano e cadevano in pezzi. Alla fine lo stesso Signore
Supremo arrivò travestito da vecchio artista e si presentò come Ananta
Maharana. (Secondo il Narada Purana (Utlaka Khanda 54.22-65) l'artista
Visvakarma, l'architetto dei deva, scolpì le Divinità secondo il
desiderio del Signore Visnu, che aveva assunto la forma di un vecchio
brahmana).
Egli promise che avrebbe scolpito la Divinità se gli fosse stato
permesso di lavorare a porte chiuse per 21 giorni. Secondo le direttive
del vecchio scultore, tutti gli altri artisti dovevano dedicarsi nel
frattempo alla costruzione di tre carri.
Lo scultore portò il Daru-brahman nel tempio e chiuse le porte dopo aver
fatto promettere al re che lo avrebbero lasciato solo e che non avrebbe
riaperto le porte del tempio neanche un minuto prima del termine dei 21
giorni.
Dopo 14 giorni, il re fu preso dall'ansia non sentendo alcun rumore di
attrezzi. Sebbene il suo ministro glielo volesse impedire, il re forzò
la porta del tempio con le sue stesse mani.
Dentro al tempio il re non trovò il vecchio scultore ma vide che il
Daru-brahman si era manifestato in tre forme, come Sri Jagannatha,
Subhadra e Balarama.
Guardando attentamente si accorse che le Loro dita delle mani e dei
piedi non erano del tutto scolpite.
Il saggio ministro Io informò che l'architetto non era altri che il
Signore Jagannatha stesso e che poichè il re aveva rotto la sua promessa
aprendo le porte del tempio sette giorni in anticipo, il Signore
Jagannatha aveva manifestato Sè stesso in questo modo.
I Veda, in particolare la Svetasvatara Up.(3.19), dicono: senza gambe
Egli si muove e senza mani accetta. Senza occhi Egli vede e senza
orecchie Egli sente. Egli conosce tutto ma nessuno conosce Lui. E'
chiamato Persona Suprema originale". Per proteggere i Veda, Sri
Jagannatha prende la forma senza mani e senza braccia. Tuttavia Sri
Jagannatha può accettare 56 tipi diversi di cibo, che gli vengono
offerti 8 volte al giorno, e gira il mondo sui Suoi splendidi carri.
Pensando a se stesso come un grande offensore, il re decise di porre
fine alla sua vita. Così ancora una volta si distese su di un letto di
erba kusa ed iniziò a digiunare. Quando metà della notte fu trascorsa,
il Signore Jagannatha apparve in sogno al re dicendo: "Sono eternamente
situato qui a Nilacala nella forma del Signore Jagannatha come
Daru-brahman.
Discendo in questo mondo materiale in 24 incarnazioni
divine con la Mia dimora. Non ho mani e piedi materiali ma con i sensi
trascendentali accetto qualsiasi cosa mi offrono i Miei devoti ed a
beneficio del mondo Mi sposto da un luogo all'altro.
Hai rotto la tua
promessa ma è solo parte della dolcezza dei Miei divertimenti manifestarMi nella forma di questo Jagannatha che protegge le eterne
parole dei Veda. Comunque quei devoti i cui occhi sono spalmati dal
balsamo dell'amore Mi vedranno sempre come Syamasundara che suona il
flauto. Se desideri servirMi con opulenza di tanto in tanto posso essere
decorato con mani e piedi d'oro o d'argento. Tu comunque dovresti
certamente sapere che le Mie membra sono gli ornamenti di tutti gli
ornamenti. Il re udendo queste parole del Signore Jagannatha si sentì
soddisfatto e Lo pregò così: "Mio Signore, concedi che coloro che
nasceranno nella famiglia dello scultore che manifestò la Tua forma
possano era dopo era assistere alla costruzione dei tre carri".
Il Signore Jagannatha, sorridendo lievemente, rispose: "Così abituati a
servirMi come Nila-madhava, mi serviranno generazione dopo generazione.
Potranno essere chiamati Miei dayita. I discendenti di Vidyapati nati
dalla moglie brahmana adoreranno la Mia divinità. I suoi discendenti
nati dalla moglie Sabari, Lalita, cucineranno il Mio cibo. Essi saranno
conosciuti come suyara".
Il re Indradyumna disse al Signore Jagannatha: "Mio Signore, concedimi
gentilmente un favore. Lascia che le porte del Tuo tempio siano chiuse
soltanto per tre ore al giorno. Per il resto del tempo lascia che
restino aperte così che tutti gli abitanti dell' universo possano
accedervi per vederTi. Inoltre fa che il Tuo pasto duri tutto il giorno
e che perciò le Tue dita di loto non possano mai asciugarsi". Il Signore
Jagannatha rispose: "Tathastu, così sia. E quale benedizione chiedi per
te?". Il re rispose: "Desidero non avere discendenti così che nessuno in
futuro possa reclamare il Tuo tempio come sua proprietà. Ti prego solo
di concedermi questa benedizione". Il Signore Jagannatha rispose: "Tathastu,
così sia".
Così il misericordioso Signore Jagannatha, Subhadra e Balarama apparvero
in questo mondo materiale a beneficio di tutti gli esseri viventi.
E' detto nel NaradaPurana (U.Kh.52.12):
pratimam tatra tam drstva svayam devena nirmitam anayasena vai yanti
bhavanam me tato narah
Il Signore Supremo Narayana dice a Laksmi-devi: "In quella grande dimora
conosciuta come Purusottama-ksetra che da tutti e tre i mondi
difficilmente si può raggiungere, è situata la Divinità di Kesava che fu
affascinata dal Signore Supremo Stesso. Se gli uomini semplicemente la
vedono possono facilmente raggiungere la Mia dimora".
In questo modo Sri Jagannatha, libera l'intero universo, soprattutto
quando viaggia sui Suoi carri davanti agli occhi di tutti.
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