FORME DI DIO 2

L'APPARIZIONE DEL SIGNORE JAGANNATHA

 

FORME DI DIO 2

 

dal sito: http://www.harekrsna.com/index.htm

riadattato da Venu Gopal das

Nomi e Forme Della Verità Assoluta
 


"Chiunque stava in ascolto delle mie preghiere ebbe bisogno di capire che io stessi cercando una comprensione completa della verità."
Quando avevo undici anni, la sala da pranzo formale e raramente-usata della nostra casa in California era il mio rifugio segreto. Le porte scorrevoli permettevano di far entrare molta luce del sole nella stanza, e le preghiere che io recitavo sarebbero state un balsamo per trasformare la mia vita. Io scoprii che la sala da pranzo era il mio luogo dell'introspezione. Qualche volta, mentre mia sorella e mio fratello giocavano fuori, io ero intenzionata a  stare dentro per ponderare il significato della vita. Io volli sapere chi ero che cosa avrei dovuto fare.


"Caro Dio", pregavo, "per favore fammi conoscere al più presto possibile la verità assoluta. Quando Me lo mostrerai,  prometto che mi dedicherò a perseguirla."


Ma Dio mi sembrò così distante. Come avrei potuto trovarlo? Come avrei potuto conoscerLo? Sebbene immensamente importante per me, la proposta fatta sembrò irraggiungibile. Avevo concluso che Dio avrebbe dovuto essere vicino a me per rispondere alle mie richieste, ma dubitai che Lui lo fosse. Quel dubbio portò urgenza e disperazione alle mie preghiere.


 Non so come pervenni al termine la "verità assoluta"; né i miei genitori né le monache nella mia scuola, l'usarono mai. Ma era il mio termine per riferirmi ad una realtà ignota. Chiunque ascoltava le mie preghiere ebbe bisogno di sapere che stessi cercando una comprensione completa della verità. Avevo concepito che questa verità assoluta sarebbe stata trovata nei libri di conoscenza, e nelle mie preghiere, chiesi regolarmente di poter avere accesso  con quei libri. Volli così fortemente ottenere quei libri che gia' pregustavo di toccarli e aprirli.


Solo alcuni anni più tardi, ottenni i libri di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. C'erano le traduzioni in inglese dei libri che avevano guidato i cercatori spirituali per migliaia di anni.  Capii di essere entrata in contatto con la Verità Assoluta. Come io avevo promesso nelle mie preghiere, io mi dedicai a capire la verità,  prendendo il bhakti-yoga come insegnato da Srila Prabhupada.


Come nuova devota del Signore Krishna, mi sembrò che ogni mese un bel volume di questa letteratura antica venisse pubblicato, tradotto da Srila Prabhupada. Ebbi un flusso incessante della conoscenza sulla Verità Assoluta, e mi dedicai molto a questi libri, ed erano molto piu' confortanti  di quei raggi calmanti della luce del sole nella mia sala da pranzo. I miei libri favoriti erano gli stupefacenti Caitanya-caritamrita una sorprendente filosofia rigida e la teologia rigorosa ed un raconto della vita di Sri Krishna Caitanya Mahaprabhu, l'incarnazione di Dio per questa età.

 


Nel Caitanya-caritamrita  venni a conoscenza che nel sedicesimo secolo il Santo Sanatana Gosvami cinquecento anni fa si presenta al Signore Caitanya chiedendo: "Chi sono? Quale è la meta della mia vita, e come posso raggiungerla? "


 


 le domande di Sanatana erano le mie domande,  e di conseguenza le risposte di Caitanya Mahaprabhu divennero molto importanti: Dio stesso stava per rispondermi.

Conoscenza di Dio


Tutto viene dall'energia di Krishna, la Personalità Suprema della Divinità, il Signore Sanatana disse a Caitanya Gosvami. Tutte le entità viventi sono create da Dio e sono i Suoi servitori eterni. Loro dimenticano questo fatto qualche volta, ma risvegliandosi di nuovo alla verità della loro identità spirituale,  ritornano a servire il Dio con amore. Per arrivare al punto di servire Dio, l'entità vivente deve essere attratta a Lui, e si incomincia col sentire  parlare di Lui.
Dio è grande, e noi siamo  piccoli, servitore di un grande Immenso Signore. E  grande come un Maestro, il Signore Caitanya  comincio'  a presentarsi a me. Sebbene non c'è limite alle manifestazioni di Krishna, il Signore Caitanya  ha detto che  ne avrebbe brevemente accennato.


La "breve" menzione non era proprio corta. Mi sono divertita nell'ottenere una moltitudine delle manifestazioni di Krishna. Infatti, la descrizione mi confuse, e così alcuno anni più tardi io decisi di fare una tabella per organizzare le descrizioni del Signore Caitanya. Era importante a me per capire queste informazioni. Prabhupada spiega,    "Semplicemente conoscendo il modo misterioso dell'incarnazione di Dio in questo mondo  materiale ci si può liberare dalla servitù materiale…. Loro [ attività e nascita di Krishna] sono misteriose, e solamente da coloro che provano con attenzione ad entrare in profondita'  nella questione della devozione spirituale il mistero vieno svelato. Così uno ottiene la liberazione dalla servitù materiale". (Srimad-Bhagavatam 1.3.29,)


 


La descrizione di Sri Caitanya Mahaprabhu di Krishna dissolse la mia conclusione infantile che Dio era distante ed inaccessibile e mi portò una realtà nuova ed eccitante. La quantita' pura e semplice delle informazioni stava sommergendo.

Questo era il messaggio: Dio è molto vicino a me. Si siede con me nel mio cuore. Lui è in ogni atomo. Lui è così pieno di amore per noi che manifesta ripetutamente le forme diverse nella sfera materiale per insegnarci lezioni, per attrae la nostra attenzione, e ci richiama a Lui. E' sempre attento a riprenderci. Appena vidi la tabella definirmi,  cominciai a sentire la natura espansiva della presenza di Krishna ed il Suo amore per me.

 


Poichè ho assorbito queste informazioni, sono stato riempito di ringraziamento. Il signore Caitanya aveva risposto in dettaglio esplicito a tutte le mie domande circa chi ero, che cosa dovevo fare e l'obiettivo della mia vita. Nel processo, aveva dato il nome e forma “a verità assoluta intangibile„ che stavo cercando.


L'asserzione di Srila Prabhupada nel terzo Canto dello Srimad-Bhagavatam (3.15.31) venne vivo: "Poiche' il Signore Krishna afferma nella Bhagavad-gita, che Lui è l'amico migliore di tutte le entità viventi.
Suhridam  sarva- bhutanam . Nessuno può essere un amico più grande e bene augurante con alcuna entità vivente se non la Personalità Suprema della Divinità. Lui è disposto così gentilmente verso ognuno che nonostante abbiamo dimenticando completamente la nostra relazione col Dio Supremo, Lui  qualche volta viene personalmente, come il Signore  Krishna è appare su questa terra, e qualche volta come Suo devoto, come faceva il Signore Caitanya Mahaprabhu-e qualche volta Lui spedisce i Suoi devoti autentici a riprendere tutte le anime precipitate. Perciò, Lui è il più grande amico bene augurante di ognuno."


Le informazioni che il Signore Caitanya ha dato a Sanatana Gosvami è conoscenza essenziale per tutti noi. Il mondo materiale è pieno di oscurità e miserie illimitate. L'unico modo che abbiamo per essere  felici è quello di servire Krishna, l'anima originale di tutte le entità viventi. Ogni anima è parte di Krishna, la Personalità Suprema della Divinità. Perciò Krishna è molto caro ad ogni essere vivente. Krishna Stesso spiega nella Bhagavad-gita che l'unico modo per soddisfarlo (e, di conseguenza, noi) è attraverso il servizio devozionale, bhakti-yoga.


Quando assorbii queste informazioni,  fui piena di gratitudine. Il Signore Caitanya aveva risposto in dettaglio esplicito a tutte le mie domande su chi ero, quello che avrei dovuto fare e la meta della mia vita. In questa trasformazione, Lui aveva nome e forma della "verità assoluta" ed intangibile che io stavo cercando

 


L'Apparizione di Sri Jagannatha
di Nitai Dasa

L'APPARIZIONE DI SRI JAGANNATHA



Il festival del Rathayatra, la parata dei carri di Sri Jagannatha, Subhadra e Balarama, è celebrato ogni anno nella casa del Signore Jagannatha a Jagannatha Puri. A Jagannatha Puri, Sri Jagannatha è adorato in uno dei più antichi templi dell'India. La storia dell'apparizione del Signore Jagannatha è un interessante episodio della storia vedica.
Il re lndradyumna era un grande devoto del Signore Visnu ed era molto desideroso di incontrarLo faccia a faccia. Un giorno, per un piano del Signore un devoto arrivò alla corte del re Indradyumna ed iniziò a parlare di un' incarnazione di Sri Visnu chiamata Nila-madhava.

 Dopo aver udito ciò, il re Indradyumna fu molto ispirato ed inviò vari brahmana a raccogliere informazioni e a cercare Sri Nila-madhava. Nessuno di loro ebbe successo e tutti ritornarono dal re ad eccezione di un sacerdote di nome Vidyapati. Dopo aver vagato in parecchi luoghi, Vidyapati arrivò ad un distretto popolato di gente non ariana chiamato Sabara. Qui si rifugiò nella casa di un abitante del luogo di nome Visvasu.

 Quando Vidyapati arrivò il padrone di casa non era presente e vi trovò solo la sua giovane figlia, Lalita. Dopo poco tempo il padrone di casa rientrò e diede istruzioni a sua figlia di provvedere a quanto necessario per ospitare adeguatamente il brahmana. Vidyapati rimase lì per qualche tempo e più tardi, su particolare richiesta del Sabara, sposò la sua giovane figlia.


Vivendo in quella casa, Vidyapati, notò alcune stranezze nel comportamento del suo ospite. Ogni notte il Sabara usciva e ritornava il giorno dopo, verso mezzogiorno, profumato di varie fragranze come canfora, muschio e legno di sandalo. Vidyapati indagò presso sua moglie per conoscerne i motivi ed essa lo informò che suo padre si recava in un luogo segreto per adorare Sri Nila-madhava.


Da quel giorno la gioia di Vidyapati non ebbe più limiti. Il padre di Lalita, inrealtà, le aveva ordinato di non parlare ad alcuno di Sri Nila-madhava ma Lalita aveva trasgredito il suo ordine parlandone con il marito. Vidyapati diventò subito ansioso di vedere Sri Nila-madhava e finalmente un giorno, dopo le ripetute richieste di sua figlia, il Sabara Visvasu bendò gli occhi di Vidyapati e lo portò a vedere Sri Nila-madhava. Mentre stavano per partire, la moglie di Vidyapati mise segretamente dei semi di mostarda nell'orlo del vestito del marito che li utilizzò mentre camminava per segnare la strada.

Quando raggiunsero Sri Nila-madhava il Sabara tolse la benda a Vidyapati che vedendo la bellezza senza precedenti della Divinità di Sri Nila-madhava iniziò a danzare in estasi e ad offrirLe preghiere.


E' chiaro che Sri Nila-madhava era una divinità incarnata del Signore Supremo. Le divinità si chiamano arca - vigraha. Il Signore appare in forma di divinità per il bene dei Suoi devoti, soprattutto quelli meno avanzati. Dato che il Signore non può essere visto se non dai devoti più avanzati, Egli appare in forma di divinità per accettare l'adorazione. Krishna dice nella Bhagavad-gita (9.34):


man-mana bhava mad-bhakto mad yaji man namaskuru


"Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, offriMi i tuoi omaggi e adoraMi. Perfettamente assorto in Me, certamente verrai a Me".


Quando Vidyapati terminò di pregare, il Sabara lo portò vicino alla Divinità ed andò a raccogliere radici e fiori della foresta per adorarLa. Mentre il Sabara era fuori, Vidyapati fu testimone di un fatto sbalorditivo.


Un corvo addormentato cadde dal ramo di un albero nel lago sottostante e annegò. Immediatamente assunse una forma spirituale a quattro braccia e andò nel mondo spirituale. Vedendo ciò il brahmana si arrampicò sull'albero e stava quasi per buttarsi nel lago seguendo l'esempio del corvo liberato, quando una voce dal cielo gli disse: "O brahmana , poichè hai potuto vedere Sri Nila-madhava, devi, prima di ogni altra cosa, informare il re Indradyumna". Il brahmana saltò giù dall'albero ed attese.


Per questo Egli appare come divinità: per accettare l'adorazione e gli omaggi dei Suoi devoti. Egli mette Se stesso nelle mani dei Suoi devoti per ricevere il loro servizio e aiutarli a sviluppare amore per Lui. Questo è un aspetto dell'immensa misericordia di Krishna e del Suo desiderio di liberare tutte le anime condizionate dalla schiavitù di questo mondo materiale.


Dunque Vidyapati fu testimone della misericordia di Sri Nila-madhava.
Il Sabara ritornò presto con i fiori e le radici raccolti nella foresta ed iniziò la sua quotidiana adorazione del Signore Nila-madhava. Improvvisamente il Signore gli parlò, dicendogli: "Ho accettato per molti giorni i semplici fiori e radici che tu Mi hai offerto. Ora desidero che il Mio devoto, il re Indradyumna, Mi offra il suo servizio regale".
Quando il Sabara udì ciò, pensò: Sarò defraudato del servizio a Sri Nila-madhava! Imprigionò allora suo genero Vidyapati e lo tenne chiuso in casa. Dopo un po' di tempo però, per le ripetute richieste di sua figlia, liberò il brahmana e lo lasciò andare.


Il brahmana allora tornò immediatamente dal re Indradyumna e lo informò della sua scoperta.
Il re, in grande estasi, partì accompagnato da molte persone per portare nella sua casa Sri Nila-madhava.
Piccole piante erano cresciute dai semi di mostarda gettati lungo il sentiero da Vidyapati. Così, seguendo queste piante, il re fu in grado di rintracciare il sentiero che portava a Sri Nila-madhava. Quando finalmente raggiunsero il luogo però non trovarono traccia della Divinità.


Non trovando la meravigliosa forma del Signore, il re Indradyumna assediò il villaggio dei Sabara ed arrestò il Sabara. Improvvisamente però una voce dal cielo disse al re: "Lascia libero questo Sabara! Devi costruire un tempio sulla cima della collina Nila. Lì Mi vedrai nella forma di Daru-brahman (la Verità Assoluta che si manifesta sotto forma di legno). Non Mi vedrai come Nila-madhava".


Per costruire il tempio il re Indradyumna utilizzò la pietra di un luogo chiamato Baulamala facendo una strada che arrivava alla collina Nila-Kandara. La sacra dimora di Sri Ksetra, o Puri, ha la forma di una conchiglia; nel suo centro il re fondò una città di nome Rama-Krishna-pura e costruì il tempio. Il tempio si estendeva per 60 cubiti sotto terra e si egeva 120 cubiti sopra.


Sulla sua cima il re costruì un Kalasa, un pinnacolo rotondo, ed un cakra, un disco e decorò poi il tempio con ornamenti d'oro. Il re Indradyumna desiderava che il Signore Brahma lo consacrasse e partì quindi per Brahmaloka e lo attese per lungo tempo. Durante questa attesa il tempio, che è molto vicino al mare, fu ricoperto dalla sabbia della spiaggia.


Mentre il re Indradyumna era via, prima Suradeva e poi Galamadhava divennero re di quel luogo. Galamadhava riportò alla luce il tempio dalla sabbia in cui era rimasto sepolto per lungo tempo. Poco tempo dopo che il tempio era stato riportato alla luce, il re Indradyumna ritornò dalla dimora del Signore Brahma.


Indradyumna sosteneva di essere il costruttore del tempio e Galamadhava sosteneva invece di averlo costruito lui. Su un albero baniano, vicino al tempio, abitava un corvo bhúsandi che aveva vissuto per molte ere cantando costantemente il nome del Signore Rima. Da questa sua dimora sui rami dell'albero baniano, il corvo aveva assistito all'intera costruzione del tempio e disse che lo aveva costruito il re Indradyumna e che durante la sua assenza la sabbia lo aveva ricoperto.


Il Signore Brahma ordinò al re Galamadhava, che aveva nascosto la verità, di risiedere fuori dal tempio, sul lato occidentale del lago chiamato Indradyumna-sarovara.


Indradyumna pregò allora il Signore Brahma di consacrare il tempio e tutta l'arca circostante conosciuta come Sri Ksetra, che conferisce il più alto grado di liberazione.

Ma il Signore Brahma disse: "Questo Sri Ksetra è manifestato dall'energia interna del Signore Supremo, ed il Signore Supremo si manifesta da solo. Perciò non è nel mio potere installare qui il Signore.


Il Signore Jagannatha e la Sua dimora sono eternamente situati in questo mondo materiale per la Sua grazia. Perciò posso semplicemente mettere una bandiera sulla cima del tempio e dare questa benedizione: chiunque veda a distanza questa bandiera e si inchini offrendo i suoi omaggi, potrà facilmente raggiungere la liberazione".
Dopo qualche tempo, il re Indradyumna cominciò a scoraggiarsi per tutto questo tempo perso senza poter vedere Sri Nila-madhava. Decidendo che la sua vita non aveva più significato, si sdraiò su di un letto di erba kusa, determinato a morire digiunando.


Allora il Signore Jagannatha gli parlò così in sogno: "Mio caro re, non essere ansioso. Verrò dal mare galleggiando sull'acqua nella Mia forma di legno di Daru-brahman nel luogo chiamato Bankimuhan".
Con una squadra di soldati il re andò in quel luogo e vi trovò un enorme pezzo di legno segnato con la conchiglia, il disco, la mazza ed il fiore di loto.


Nonostante il re avesse ingaggiato molti uomini ed elefanti per trasportare il Daru-brahman, non si riusciva a spostarlo. Quella notte il Signore Jagannatha parlò di nuovo in sogno al re dicendo: "Fai venire Visvasu, che usava servirMi come Nila-madhava e porta un carro d'oro di fronte al Daru-brahman!".


Il re cominciò a lavorare secondo le istruzioni ricevute in sogno. Portò il Sabara Visvasu e lo mise da un lato del carro e dall'altro lato mise il brahmana Vidyapati. Collocò un carro d'oro davanti al Daru-brahman e cominciò un kirtana. Quindi il re afferrò il Daru-brahman e pregò affinchè il Signore salisse sul carro.


Il Daru-brahman fu facilmente collocato sul carro e portato nel luogo stabilito. Quindi il Signore Brahma iniziò un sacrificio ed installò una Divinità del Signore Nrsimhadeva sulla piattaforma rialzata del sacrificio. Si dice che il luogo dove si trova l'attuale tempio è il luogo in cui si fece il sacrificio e che la Divinità di Nrsimha che si trova adesso nel lato occidentale del Mukti-mandapa nel recinto del tempio è la Divinità originale installata da Brahma.


Per scolpire la Divinità del Signore Jagannatha dal Daru-brahman, il re Indradyumna chiamò molti esperti scultori. Nessuno di essi, comunque, fu in grado di toccare il Daru-brahman perchè appena iniziavano, i loro scalpelli si rompevano e cadevano in pezzi. Alla fine lo stesso Signore Supremo arrivò travestito da vecchio artista e si presentò come Ananta Maharana. (Secondo il Narada Purana (Utlaka Khanda 54.22-65) l'artista Visvakarma, l'architetto dei deva, scolpì le Divinità secondo il desiderio del Signore Visnu, che aveva assunto la forma di un vecchio brahmana).


Egli promise che avrebbe scolpito la Divinità se gli fosse stato permesso di lavorare a porte chiuse per 21 giorni. Secondo le direttive del vecchio scultore, tutti gli altri artisti dovevano dedicarsi nel frattempo alla costruzione di tre carri.


Lo scultore portò il Daru-brahman nel tempio e chiuse le porte dopo aver fatto promettere al re che lo avrebbero lasciato solo e che non avrebbe riaperto le porte del tempio neanche un minuto prima del termine dei 21 giorni.
Dopo 14 giorni, il re fu preso dall'ansia non sentendo alcun rumore di attrezzi. Sebbene il suo ministro glielo volesse impedire, il re forzò la porta del tempio con le sue stesse mani.


Dentro al tempio il re non trovò il vecchio scultore ma vide che il Daru-brahman si era manifestato in tre forme, come Sri Jagannatha, Subhadra e Balarama.


Guardando attentamente si accorse che le Loro dita delle mani e dei piedi non erano del tutto scolpite.
Il saggio ministro Io informò che l'architetto non era altri che il Signore Jagannatha stesso e che poichè il re aveva rotto la sua promessa aprendo le porte del tempio sette giorni in anticipo, il Signore Jagannatha aveva manifestato Sè stesso in questo modo.


I Veda, in particolare la Svetasvatara Up.(3.19), dicono: senza gambe Egli si muove e senza mani accetta. Senza occhi Egli vede e senza orecchie Egli sente. Egli conosce tutto ma nessuno conosce Lui. E' chiamato Persona Suprema originale". Per proteggere i Veda, Sri Jagannatha prende la forma senza mani e senza braccia. Tuttavia Sri Jagannatha può accettare 56 tipi diversi di cibo, che gli vengono offerti 8 volte al giorno, e gira il mondo sui Suoi splendidi carri.


Pensando a se stesso come un grande offensore, il re decise di porre fine alla sua vita. Così ancora una volta si distese su di un letto di erba kusa ed iniziò a digiunare. Quando metà della notte fu trascorsa, il Signore Jagannatha apparve in sogno al re dicendo: "Sono eternamente situato qui a Nilacala nella forma del Signore Jagannatha come Daru-brahman.

Discendo in questo mondo materiale in 24 incarnazioni divine con la Mia dimora. Non ho mani e piedi materiali ma con i sensi trascendentali accetto qualsiasi cosa mi offrono i Miei devoti ed a beneficio del mondo Mi sposto da un luogo all'altro.

 Hai rotto la tua promessa ma è solo parte della dolcezza dei Miei divertimenti manifestarMi nella forma di questo Jagannatha che protegge le eterne parole dei Veda. Comunque quei devoti i cui occhi sono spalmati dal balsamo dell'amore Mi vedranno sempre come Syamasundara che suona il flauto. Se desideri servirMi con opulenza di tanto in tanto posso essere decorato con mani e piedi d'oro o d'argento. Tu comunque dovresti certamente sapere che le Mie membra sono gli ornamenti di tutti gli ornamenti. Il re udendo queste parole del Signore Jagannatha si sentì soddisfatto e Lo pregò così: "Mio Signore, concedi che coloro che nasceranno nella famiglia dello scultore che manifestò la Tua forma possano era dopo era assistere alla costruzione dei tre carri".


Il Signore Jagannatha, sorridendo lievemente, rispose: "Così abituati a servirMi come Nila-madhava, mi serviranno generazione dopo generazione. Potranno essere chiamati Miei dayita. I discendenti di Vidyapati nati dalla moglie brahmana adoreranno la Mia divinità. I suoi discendenti nati dalla moglie Sabari, Lalita, cucineranno il Mio cibo. Essi saranno conosciuti come suyara".


Il re Indradyumna disse al Signore Jagannatha: "Mio Signore, concedimi gentilmente un favore. Lascia che le porte del Tuo tempio siano chiuse soltanto per tre ore al giorno. Per il resto del tempo lascia che restino aperte così che tutti gli abitanti dell' universo possano accedervi per vederTi. Inoltre fa che il Tuo pasto duri tutto il giorno e che perciò le Tue dita di loto non possano mai asciugarsi". Il Signore Jagannatha rispose: "Tathastu, così sia. E quale benedizione chiedi per te?". Il re rispose: "Desidero non avere discendenti così che nessuno in futuro possa reclamare il Tuo tempio come sua proprietà. Ti prego solo di concedermi questa benedizione". Il Signore Jagannatha rispose: "Tathastu, così sia".


Così il misericordioso Signore Jagannatha, Subhadra e Balarama apparvero in questo mondo materiale a beneficio di tutti gli esseri viventi.


E' detto nel NaradaPurana (U.Kh.52.12):
pratimam tatra tam drstva svayam devena nirmitam anayasena vai yanti bhavanam me tato narah
Il Signore Supremo Narayana dice a Laksmi-devi: "In quella grande dimora conosciuta come Purusottama-ksetra che da tutti e tre i mondi difficilmente si può raggiungere, è situata la Divinità di Kesava che fu affascinata dal Signore Supremo Stesso. Se gli uomini semplicemente la vedono possono facilmente raggiungere la Mia dimora".
In questo modo Sri Jagannatha, libera l'intero universo, soprattutto quando viaggia sui Suoi carri davanti agli occhi di tutti.