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EKADASI |
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riadattato da Venu Gopal dasa
Ekadasi
Ridurre o
eliminare i cereali e preferire frutta e verdura, succhi, tisane, yogurt
e latte.
CHE COSE' EKADASI
Eka significa "uno", e dasi è la forma femminile di dasa, che significa 'dieci". Ekadasi è dunque l'undicesimo giorno della luna, crescente o calante, di ogni mese. In questi giorni speciali bisogna digiunare da cereali e legumi, e dedicarsi con uno sforzo particolare a offrire servizio di devozione a Dio, la Persona Suprema, il Signore Krishna. Come afferma Srila Prabhupada nella Bhagavad-gita così com'è (9.14, spiegazione), "Nel servizio devozionale ci sono alcune attività dette determinate, come il digiunare in certi giorni, ad esempio l'undicesimo giorno della luna, Ekadasi, e nel giorno dell'apparizione del Signore." O anche (S. B. 3.27.22, spiegazione), "La rinuncia in Coscienza di Krishna è così potente da non poter essere deviata da nessuna illusione, per quanto attraente. Bisogna dedicarsi al servizio devozionale in pieno tapasya, austerità. Bisogna digiunare nei due Ekadasi, che cadono l'undicesimo giorno della luna crescente e calante, e nei giorni che celebrano l'apparizione di Sri Krishna, Sri Rama, e Caitanya Mahaprabhu."
Una lettera di Srila Prabhupada a Jadurani devi dasi, datata 9 luglio 1971, lo conferma: "Perché solo venticinque giri?" scrive. "Dovresti cantare il più possibile. In realtà, Ekadasi significa digiunare e cantare, e nient'altro.
Così, quando si digiuna, diventa più facile cantare. In Ekadasi,
dunque. bisogna sospendere ogni altro impegno, se possibile, a meno che ci
sia qualcosa di molto urgente da fare." "Un giorno, Sri Caitanya Si gettò ai piedi di Sua madre, e la supplicò di concederGli un favore. Sua madre rispose, "Mio caro figlio, chiedimi ciò che vuoi." Allora il Signore disse, "Cara madre, ti prego, non mangiare cereali nel giorno di Ekadasi."
Nel commento a questo verso, Stila Prabhupada scrive, "Fin dalla
Sua più tenera infanzia, Sri Caitanya Mahaprabhu volle introdurre il metodo
del digiuno nel giorno di Ekadasi." Sia la medicina naturale che quella avurvedica raccomandano il digiuno per mantenere e migliorare la salute. In effetti, biologi moderni e antichi saggi sono d'accordo sul fatto che il digiuno è benefico per il fisico e per la mente. E' dunque naturale che il digiuno di Ekadasi possa prevenire e curare molte malattie. Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada afferma nel commento allo Srimad-Bhagavatam (1.17.38): "Lo Stato che vuole sradicare la corruzione può introdurre i principi della religione nel modo seguente:
1.
Due giorni di digiuno obbligatorio al mese, se non di più (austerità).
Persino dal punto di vista economico, questi due giorni di digiuno al mese
in tutto lo Stato faranno risparmiare tonnellate di cibo, e questa pratica
avrà un effetto molto favorevole anche sulla salute generale dei
cittadini..."
La scienza dell'alimentazione ci insegna che il digiuno
periodico apporta grandi benefici al corpo permettendo all'apparato
digerente di riposare e purificarsi dall'interno. Dopo un digiuno, il corpo
funzionerà in modo molto più efficiente. Ma, cosa ancora più importante per
i devoti di Krishna, si ottiene un beneficio spirituale digiunando in certi
giorni propizi, e seguendo scrupolosamente le regole prescritte. Così, i
devoti coscienti di Krishna dovrebbero digiunare due volte al mese,
l'undicesimo giorno della luna calante e della luna crescente.
Questo articolo fu scritto
originalmente nel 1956 da Sri Navincandra Cakravarti, un discepolo di Srila
Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura e nel 1979 tradotto in inglese da Vyenkata
dasa brahmacary.
L'episodio che riporteremo è tratto dal Padma Purana, capitolo ll: il
dialogo tra Jaimini Rsi e Vyasadeva, suo maestro spirituale.
La sua testa era
l'uccisione di un brahmana, gli occhi erano il consumo di sostanze
inebrianti, la bocca era il furto di oro, le orecchie i rapporti illeciti
con la moglie del guru, le braccia l'uccisione della mucca, il naso
l'uccisione della propria moglie, il petto l'aborto, l'addome i rapporti con
la sposa di altri, lo stomaco l'uccisione dei propri parenti, il collo il
furto di beni accumulati, l'ombelico l'uccisione dei subordinati, la vita il
glorificare se stessi, le cosce le offese al guru, i genitali il vendere la
propria figlia, i glutei il raccontare le cose segrete, i piedi l'uccisione
del proprio padre, i capelli i peccati minori." Appena giunto, Visnu fu accolto degnamente da Yamaraja, chiamato anche Dharmaraja, ma ben presto udì dei pietosi lamenti provenire dalle regioni infernali.
Yamaraja Gli spiegò che si trattava degli abitanti
della terra, che a causa dei loro peccati erano caduti nelle regioni
infernali. Sri Visnu, tanto misericordioso, pensò di essere il responsabile
di quella sofferenza, poiché aveva creato le reazioni del peccato, perciò
dal proprio corpo manifestò la divinità di Ekadasi. Così tutti, seguendo
Ekadasi vrata, poterono tornare a Vaikuntha. Visnu gli offrì allora una benedizione per consolarlo, e Papapurusa Gli chiese un luogo dove rifugiarsi, perché Ekadasi lo stava per distruggere completamente: senza di lui tutti sarebbero tornati subito a Vaikuntha, e nel mondo materiale non sarebbe rimasto nessuno ad assistere ai giochi degli avatara.
Papapurusa aveva invano cercato rifugio in tutti i tre mondi, ma Ekadasi devi lo scacciava continuamente.
Nella Sua bontà, Visnu lo consolò e gli permise di
rifugiarsi, durante il giorno di Ekadasi, nei cereali e nei legumi. Ed é
così che dal punto di vista spirituale, mangiare cereali e legumi nel giorno
di Ekadasi equivale ad assorbire una notevole quantità di reazioni nefaste:
addirittura Papapurusa stesso, la personificazione del peccato.
Il Giorno Di Sri Hari: EKADASI
(Padma Purana, Uttara Khanda, 12.3)
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