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Brahmacarya
Brahmacarya, o la vita di studente e di celibato, è la prima tappa spirituale (l'asrama) nel sistema del varnasrama. Dura dal 5° anno di eta' e fino al 25.mo anno del periodo della vita di un individuo, e durante questa scuola il brahmacari vive con il Suo Maestro Spirituale ed impara la teoria e pratica della vita Vedica registrate nelle sacre scritture rivelate.
Dopo questa durata gli è permesso di sposarsi ed entrare nel palcoscenico della vita come capo-famiglia (grhastha asrama) Comunque, alcuni brahmacari rimangono celibi per la vita intera.
Brahmacarya è definito come un'astensione dalla gratificazione dei sensi da quelli sessuali a quelli del livello del corpo, delle parole e della mente. Questa regola si applica anche ai vanaprastha e sannyasi.
Ci sono 4 tipi di brahmacari: (Krishna, la Personalità Suprema della Divinità ch.87, Preghiere del Veda Impersonato pp 407-408) 1. Savitra: Dopo l’iniziazione e la cerimonia del filo sacro si devono osservare almeno tre giorni di celibato. 2. Prajapatya: Osserva Severamente il celibato per almeno un anno dopo l’ iniziazione. 3. Brahma-brahmacari: Osserva il celibato dalla durata di iniziazione fino al momento del completamento del suo studio della letteratura Vedica. 4. Naisthika: rimane celibe per il resto di tutta la sua vita .
Le prime 3 classi vengono chiamate upakurvana che vuol dire che i brahmacari possono sposarsi più tardi, dopo che il periodo di brahmacari è finito.
Ci sono due modi di condizioni in ogni asramas. Il Brahmacari diviene upakurvana o naisthika.
Naisthika è ansioso per comprendere bramano. "Dopo avere studiato i Veda se lui diviene capo-famiglia viene chiamato upakurvana.
Il naisthika rimane brahmacari fino alla morte." (Garuda Purana 1.49.6-7)
La vita ed i doveri del brahmacari sono descritti nel seguenti versi dello Srimad Bhagavatam:
SB 7.12.1: Narada Muni disse: Uno studente dovrebbe praticare il completo controllo dei suoi sensi. Dovrebbe essere sottomesso e dovrebbe mantenere un’attitudine di stabile amicizia verso il maestro spirituale. Con un grande determinazione, il brahmacari dovrebbe vivere nella guru-kula, solo per il bene del guru.
SB 7.12.2: Nei momenti di congiunzione del giorno e della notte, cioe’ il mattino presto e la sera, egli dev’essere completamente assorto nel pensare al maestro spirituale, al fuoco, al dio del sole e a Sri Visnu e adorarli cantando il Gayatri mantra. . SB 7.12.3: Quando il maestro spirituale lo chiama, lo studente dovrebbe studiare i mantra Vedico con regolarita’. Ogni giorno, prima di iniziare lo studio e dopo averlo terminato, il discepolo dovrebbe offrire i suoi rispettosi omaggi al maestro spirituale.
SB 7.12.4: Portando nella mano dell’erba kusa pura, il brahmacari dovrebbero vestirsi con una cintura di paglia regolarmente e con indumenti di pelle di cervo. Dovrebbe portare i capelli incolti, tenere in mano un bastone e un vaso per l’acqua ed essere decorato con il filo sacro secondo la raccomandazione degli sastra.
SB 7.12.5: Il brahmacari dovrebbe uscire mattino e sera per raccogliere elemosine e offrire al maestro spirituale tutto cio’ che ha raccolto. Dovrebbe mangiare solo quando il maestro spirituale gli ordina di mangiare, altrimenti, se il maestro spirituale non glielo ordina, talvolta dovra’ digiunare.
SB 7.12.6: Un brahmacari dovrebbe comportarsi bene ed essere gentile, ne’ dovrebbe mangiare o raccogliere piu’ del necessario. Dev’essere sempre attivo ed esperto, e avere piena fede nelle istruzioni del maestro spirituale e degli sastra. Dominando perfettamente i sensi non deve rimanere piu’ del necessario in compagnia di donne e di coloro che sono controllati dalle donne.
Spiegazione:
Un brahmacari deve stare molto attento a non frequentare donne e uomini dediti alla compagnia delle donne. Sebbene uscendo a raccogliere elemosine sia costretto a parlare con donne e con uomini molto attaccati alle donne, questo contatto dovrebbe essere molto breve e limitato soltanto alle necessita’ di chiedere l’elemosina e non di piu’. Un brahmacari dovrebbe guardarsi dall’entrare in contatto con uomini che sono attaccati alle donne.
SB 7.12.7: Un brahmacari, ossia colui che non ha accettato il grhastha-asrama [la vita di famiglia], deve rigorosamente evitare di parlare con donne o di parlare di donne, perche’ i sensi sono così potenti che possono agitare anche la mente di un sannyasi, di una persona situata nell'ordine di rinuncia.
SB 7.12.8: Se la moglie del maestro spirituale è giovane, un giovane brahmacari non dovrebbe permetterle di pettinarlo, di massaggiare il suo corpo con olio, o di lavarlo affettuosamente come una madre.
Spiegazione:
La relazione tra lo studente o il discepolo e la moglie del maestro spirituale o dell’insegnante è come quella che esiste tra madre e figlio. Una madre si preoccupa del figlio pettinandolo, massaggiando il suo corpo con l’olio, o lavandolo. Anche la moglie del maestro è una madre (guru-patni), e perciò lei può prendersi cura del discepolo come madre . Ma se si tratta di una giovane donna, il giovane brahmacari non dovra’ permettere a questa madre di toccarlo. Questo è proibito severamente. Ci sono sette generi di madri:
atma-mata guroh patni brahmani raja-patnika dhenur dhatri tatha prthvi saptaita matarah smrtah
Queste sette madri sono la madre originale, la moglie dell'insegnante o maestro spirituale, la moglie di un brahmana, la moglie del re, la mucca, la nutrice e la terra. E’ rigidamente proibito rimanere senza necessita’ in compagnia di donne, anche della propria madre, della propria sorella o della figlia. Questa è civiltà umana. Una civiltà che permette agli uomini di frequentare senza limitazione le donne e’ una civilta’ animale. Nel Kali-yuga, la gente e’ molto liberale, ma in realta’ frequentare le donne e parlare con loro troppo amichevolmente e’ segno di vita incivile.
SB 7.12.9: La Donna è paragonata al fuoco e l’uomo a un vaso di burro. Percio’ l’uomo deve evitare di rimanere in un luogo solitario perfino con la propria figlia. Similmente, l’uomo deve evitare la compagnia delle altre donne. Si deve stare in contatto con donne solo per questioni importanti e non per altri motivi
SB 7.12.13-14: Secondo le regole e i principii che ti ho gia’ descritto, un nato-due-volte -un brahmana, un ksatriya o un vaisya –dovrebbe vivere nella guru-kula sotto la guida del maestro spirituale. Là dovrebbe studiare e dovrebbe imparare tutte le Scritture Vediche insieme ai loro supplementi e le Upanisads, secondo la propria abilità o capacita’ nello studio. Se e’ possibile, lo studente o il discepolo dovrebbero ricompensare il maestro spirituale con la remunerazione che egli richiede; in seguito, adeguandosi all’ordine del maestro spirituale, il discepolo dovrebbe prendere congedo da lui e accettare uno degli altri asrama, vale a dire il grhastha-asrama, vanaprastha-asrama o sannyasa-asrama secondo il suo desiderio.
SB 5.4.8: dopo la partenza di Nabhi Maharaja per Badarikasrama, il Signore Supremo, Rsabhadeva capì che il Suo regno era ormai il Suo campo d’azione. Fu dunque un esempio perfetto e insegno’ al Suo popolo i doveri di un capofamiglia diventando dapprima brahmacari sotto la direzione di precettori spirituali. Egli ando’ anche a vivere la’ dove essi vivono, alla gurukula. Terminata la Sua educazione, diede loro dei regali (guru-daksina), poi fondo’ una famiglia. Sposo’ una ragazza di nome Jayanti, che Gli fu offerta da Indra, il re dei cieli; questa Gli diede cento figli che avevano la sua stessa potenza e le Sue stesse qualita’. Rsabhadeva e Jayanti compirono i loro doveri familiari in modo esemplare rispettando i riti prescritti dagli sruti e dagli smrti sastra
SB 5.9.6: Il padre brahmana di Jada Bharata considerava suo figlio come la sua vita stessa, come il proprio cuore, percio’ provava un attaccamento molto profondo per lui. Penso’ bene di dargli un’educazione adeguata e, completamente assorto in questo vano tentativo, cerco’ di insegnare a suo figlio i principii e le regole del brahmacarya tra cui l’osservanza dei voti vedici, la pulizia, lo studio dei Veda, il rispetto delle regole stabilite, il servizio al maestro spirituale e l’arte di offrire un sacrificio nel fuoco. Fece del suo meglio per insegnare al figlio tutte queste cose, ma i suoi sforzi rimasero inutili. In fondo al cuore continuava a sperare che suo figlio diventasse un saggio erudito, ma tutti i suoi tentativi rimasero senza successo. Come tutti, questo brahmana era attaccato alla casa al punto di dimenticare che un giorno avrebbe dovuto morire. La morte, tuttavia, non lo dimentico’, e venuto il momento se lo porto’ via. Ulteriori informazioni: Manu-samhita (ch.2) ecc.
Esempi di Brahmacari famosi:
SB 4.8.1: Il grande saggio Maitreya disse: I quattro grandi saggi Kumara guidati da Sanaka, come anche Narada, Rbhu, Hamsa, Aruni e Yati tutti figli di Brahma non vivevano in casa, ma divennero urdhva-reta, o naisthika-brahmacari, celibi incontaminati.
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